Scandalo alla Municipale di Catanzaro, in due rischiano il processo

La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per il tenente colonnello, accusato di violenza sessuale e il suo capo che avrebbe insabbiato la vicenda

municipale catanzaro

L’avrebbe baciata contro la sua volontà afferrando la sua collega dal collo e poi ci avrebbe pensato il capo ad insabbiare la vicenda, per non far trapelare la notizia.  Rischiano il processo il tenente colonnello della Municipale di Catanzaro Salvatore Tarantino, sotto inchiesta per violenza sessuale e il suo comandante Giuseppe Antonio Salerno, nei cui confronti si ipotizzano i reati di concussione, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale e favoreggiamento personale. Il sostituto procuratore Stefania Paparazzo ha chiesto per entrambi il rinvio a giudizio per fatti che risalgono a 26 settembre 2018. Tarantino, abusando della sua qualità di tenente colonnello e dei suoi rapporti per ragioni di ufficio con la persona offesa, “con violenza consistita nella repentinità dell’azione tale da non consentire alcuna difesa alla vittima”, avrebbe costretto C. F., agente di Polizia locale del Comune di Catanzaro a subire atti sessuali, consistiti in un bacio sulla bocca, durato per diversi secondi.

La minaccia della mancata promozione. Il comandante Giuseppe Antonio Salerno, che risponde di concussione, in qualità di pubblico ufficiale, avrebbe abusato della sua qualità e dei suoi poteri, omettendo di trasmettere la comunicazione della notizia di reato di cui era venuto a conoscenza e avrebbe minacciato la vittima, di non poter procedere alla sua promozione a causa del deposito di una relazione di servizio con la quale la parte offesa denunciava l’episodio di abuso sessuale.  A questo punto, avrebbe costretto la collega a riprendere le copie della relazione di servizio dalla stessa redatta, facendosi promettere di sostituirla con un’altra relazione contenente un oggetto diverso: l’esposizione di questioni di lavoro in generale.

Il falso. Salerno, nei cui confronti si ipotizza anche il reato di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, nel redigere l’annotazione di servizio numero 104779 del 2 novembre 2018, avrebbe attestato falsamente di aver incontrato la parte offesa per la prima volta l’1 ottobre 2018 alla presenza del tenente colonnello Salvatore Furriolo e che durante questo incontro “l’agente C. F. chiedeva di riprendere la relazione di servizio per integrarla, commentando che non voleva rovinare l’ufficiale. A questo punto il comandante e il tenente colonnello Furriolo davano, ognuno, la propria copia originale all’agente F. ”, mentre in realtà la vittima era stata convocata nell’ufficio del comandante il 28 ottobre 2018, ovvero lo stesso giorno in cui aveva depositato la relazione di servizio con la quale descriveva la violenza sessuale, ma in assenza del tenente colonnello Salvatore Furriolo, intervenuto solo successivamente. Sarebbe stato, quindi, lo stesso comandante a restituire alla parte offesa le copie della relazione di servizio del 28 ottobre 2018, dicendole di sostituirla con una relazione di servizio su questioni di lavoro di genere.

 L’omessa denuncia in Procura e il favoreggiamento. Per Salerno si ipotizzano, inoltre, i reati di omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale e il favoreggiamento personale. In particolare, avrebbe omesso di denunciare all’autorità giudiziaria la violenza sessuale di cui aveva avuto notizia nell’esercizio delle sue funzioni, restituendo le copie della relazione di servizio  all’agente F. e comunque avrebbe trasmesso in ritardo e solo parzialmente, in data 2 novembre 2018, la comunicazione numero 104779. Inoltre il comandante della Municipale avrebbe aiutato Tarantino ad eludere l’attività investigativa dell’autorità giudiziaria.  L’indagine è scattata in seguito alla querela sporta dalla vittima alla Compagnia dei carabinieri del Norm di Catanzaro.

La richiesta di interdittiva. Tarantino, difeso dall’avvocato Antonio Lomonaco, Salerno codifeso dai legali  Carlo Petitto e Valerio Zimatore, sono  stati destinatari, nel mese di luglio scorso, di una  richiesta di misura di interdizione dai pubblici uffici della durata di un anno e sei mesi, bocciata dal gip del Tribunale di Catanzaro Francesca Pizii, previo interrogatorio degli indagati.

La violenza sessuale. Per Salvatore Tarantino, secondo il gip, sussiste la gravità indiziaria del reato di violenza sessuale, con una precisazione. Il vigile, a detta del giudice, ha riconosciuto il gesto dell’approccio “ l’ho baciata, non violentata”, tentando di ridimensionarlo, sostenendo che il bacio era diretto all’angolo della bocca, senza alcuna volontà di voler violentare o costringere la collega, ma “non può omettersi di rilevare che il narrato dalla persona offesa nelle varie audizioni dimostra una evoluzione rispetto a tale aspetto”. La vittima, ha riferito di un approccio graduale, prima il complimento verbale, la mano di Tarantino sulla sua mano, poi la carezza, la presa del volto, il bacio, fino ad arrivare ad una impossibilità di reazione per la stazza fisica di Tarantino e ad uno scostamento dell’uomo sebbene faticoso da parte della donna. Per il giudice questa precisazione non pregiudica l’esistenza della gravità indiziaria, “per i connotati del gesto per come emerso ed ammesso dallo stesso indagato”, però “vi è da rilevare che lo stesso potrebbe rientrare nella fattispecie di violenza sessuale meno grave”.

Insussistenti le esigenze cautelari per il comandante. Per quanto riguarda la posizione del comandante della Municipale, secondo il giudice, gli esiti delle indagini non colmano alcune lacune idonee a sostenere il movente secondo cui Salerno avrebbe favorito Tarantino a giustificare il reato di concussione, mentre la gravità indiziaria potrebbe sussistere per il reato di falso.  Il gip ha ritenuto insussistenti le esigenze cautelari richieste dalla Procura, mancandone i presupposti: non ricorre un pericolo per le indagini che sia attuale e concreto, non sussiste un pericolo di reiterazione del reato, dal momento che i fatti sono datati rispetto alla richiesta di interdizione dei pubblici uffici formulata dal sostituto procuratore Stefania Paparazzo. Tra l’altro, per quanto riguarda Tarantino “ha interrotto qualsivoglia rapporto con la collega, che, ora risulta applicata ad altro ufficio dell’Amministrazione comunale, senza che la stessa parte offesa abbia rievocato episodi di avvicinamento da parte dello stesso, limitandosi a descrivere una situazione di disagio personale nel recarsi a lavoro dovuta però a commenti dei colleghi”.  E per quanto riguarda Salerno “non si può trascurare il fatto che ha inoltrato gli atti in Procura”. Sarà adesso il gup a dover decidere, nel contraddittorio tra le parti, se accogliere la richiesta di mandare a processo i due indagati.