E' uno dei territori calabresi e addirittura, dell'intero territorio nazionale, con le percentuali più basse di cittadini contagiati da Coronavirus. Il timore è comunque elevato nella provincia di Vibo Valentia. Un eventuale aggressione del Covid-19 metterebbe in ginocchio in pochissimo tempo la fragilissima sanità di quest'area della Calabria. Ad ogni modo, il tavolo di lavoro messo in campo dall'Azienda sanitaria provinciale, con in testa il commissario Giuseppe Giuliano, è strutturato in fasi ben precise. E a Zoom24, il massimo responsabile di palazzo ex Inam, chiarisce l'iter seguito per evitare che dilaghi il Coronavirus.

Giuseppe Giuliano ci dia un aggiornamento relativo ai numeri. Quante persone del Vibonese risultano oggi affette da Coronavirus? 

Otto sono i casi già accertati. Uno dei pazienti già positivi è stato ricoverato nelle scorse ore all'ospedale Pugliese-Ciaccio, nel reparto di Malattie infettive. Ad ogni modo, si tratta di una persona che già si era sottoposta ai protocolli indicati dal Ministero della Salute, fin dall'inizio.

Otto casi sono oggettivamente pochi. Non è possibile che un numero così basso di infetti dipenda dai poco più di 30 tamponi effettuati?

Non è così. Abbiamo eseguito i tamponi per tutte le situazioni rischiose e per i soggetti con sintomatologia. I risultati, ad oggi, sono la cartina di tornasole di un lavoro efficace, condotto in modo preventivo, puntando sulle quarantene. Abbiamo messo in isolamento oltre 500 persone. Tutte quelle provenienti dalle zone nelle quali il virus si è diffuso, oppure, venute a contatto, con chi era risultato precedentemente positivo.

In quali zone geografiche si concentrano le persone messe in quarantena? 

Si concentrano soprattutto nelle aree in cui abbiamo trovato pazienti con il Coronavirus, ma anche in quelle zone nelle quali i malati erano venuti a contatto con altra gente.

Facciamo un po' di chiarezza sugli ammalati: degli otto ne risultano attualmente sei in elenco. Gli altri due dove si trovano?

Si tratta dei primi due pazienti. La donna è stata dimessa; quanto al marito che presentava problemi cardiologici, essendo passati i 19 giorni, credo sia stato mandato anche lui a casa. Cinque sono in isolamento nelle rispettive abitazioni: tre a Piscopio, uno a Nicotera ed uno a Briatico. All'ospedale Pugliese si trova una l'ultimo caso positivo, ma non ha attualmente bisogno della Terapia intensiva.

Passiamo all'assetto organizzativo. Come si sta preparando l'Asp di Vibo ad un eventuale picco del contagio?

Intanto posso confermare che l'azienda Mater Domini ha messo a disposizione anche di questa provincia ulteriori 100 posti letto che costituirebbero un'ancora di salvataggio. Per questa ragione, non ho intenzione di aumentare i posti in terapia intensiva.

Questo significa che tutti i positivi andranno a Catanzaro? 

Assolutamente no. Per i più gravi, abbiamo cinque posti in terapia intensiva all'ospedale Jazzolino che potremmo implementare fino a un massimo di 11 considerato che mi sono stati autorizzati ulteriori sei letti dalla Regione.

E gli altri contagiati, quelli meno gravi, come verrebbero redistribuiti?

Nell'ex reparto di Ortopedia abbiamo trasferito quello di Malattie infettive: si tratta di otto posti-letto che potrebbero diventare anche undici in caso di necessità

E del Pronto soccorso del presidio ospedaliero vibonese cosa facciamo?

Dal Pronto soccorso i positivi al Covid-19 non devono passare. Abbiamo allestito un'area pretriage per coloro i quali dovessero arrivarvi spontaneamente ai primi sintomi.

Insomma, Vibo è pronta per fronteggiare un attacco eventualmente più deciso del Coronavirus...

Siamo pronti. E al momento le risposte alle strategie individuate ci hanno dato ragione. (t.f.)