In vigore il dl Cura Italia per affrontare l'emergenza del Coronavirus. E' stato firmato nella notte dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale contiene misure per 25 miliardi di euro. Previsti 50 milioni per la distribuzione di cibo agli indigenti. Slitta il referendum sul taglio dei parlamentari che potrà tenersi entro la seconda metà di settembre. Per Alitalia 500 milioni per il 2020. Fissate le competenze di Domenico Arcuri. "Serve un'economia di guerra", afferma il neo commissario all'emergenza. "Whatever it takes", incalza Conte l'Ue chiedendo 'coronavirus bond' per finanziare le iniziative d'urgenza dei governi.

La difesa delle aziende strategiche. Il viceministro dell'Economia, Antonio Misiani, parlando a 24 Mattino, ha sottolineato che iI ragionamento che sta facendo il governo francese sulla difesa degli asset strategici "non può che riguardare anche il governo italiano". "Lo faremo - ha risposto a una domanda specifica -, il governo ha già gli strumenti, come la golden power. Stiamo valutando a livello di presidenza del consiglio e Mef come rafforzare questi strumenti e difendere le aziende strategiche". La crisi innescata dal coronavirus - dice il viceministro -, "più ampia e più profonda di quella del 2008/2009", obbliga a ripensare anche la politica industriale e la filiera produttiva, arginando il fenomeno delle esternalizzazioni. Misiani fa l'esempio dei Dispositivi di protezione individuale (come le mascherine).

La tempesta delle Borse mondiali. Le Borse europee aprono in rosso, nonostante il rimbalzone di ieri a Wall Street, dove gli indici hanno chiuso con rialzi tra il 5% e il 6%. Londra perde il 3,8%. A Milano l'indice Ftse Mib segna -2,14%. Francoforte va giù del 3,68%, Parigi del 2,5% e Madrid del 2,52%. Lo spread tra Btp e Bund supera anche la soglia dei 320 punti base, a 322, con il tasso del titolo italiano a 10 anni che sfiora il 3%, toccando il livello più alto da febbraio 2019. In Asia la Borsa di Seul chiude la seduta con un altro tonfo nel mezzo delle incertezze su coronavirus ed economia: l'indice Kospi perde il 4,86%. Le Borse cinesi, dopo un buon avvio al rialzo, limano i guadagni nella seconda metà della seduta fino a chiudere con forti perdite in scia ai timori di una recessione globale, nonostante i proposti di stimoli all'economia che stanno aumentando a livello mondiale: l'indice Composite di Shanghai cede l'1,83%, mentre quello di Shenzhen perde l'1,55%.

Intanto arrivano indicazioni sempre più evidenti della difficoltà dell'economia. Anche a febbraio le vendite di auto sono in calo in Europa. Le immatricolazioni - secondo i dati dell'Acea, l'associazione dei costruttori europei - sono state 1.066.794, il 7,25% in meno dello stesso mese del 2019. Il bimestre si chiude con 2.202.010 vetture vendute, con una flessione del 7,3% rispetto all'analogo periodo dell'anno scorso.