I 5 (migliori) whisky torbati a meno di 60 €

whisky Torbati

Per chi se ne intende di whisky il sapore torbato è la firma inconfondibile delle distillerie del Nord, quelle che si affacciano sul Pacifico e che sono bagnate da mari freddi e selvaggi. La particolarità dei Whisky torbati risiede nel loro animo salmastro ed affumicato e oggi ne scopriremo le origini nonché i cinque migliori Whisky torbati a meno di 60€.

Cos’è la torba e perché rende pregiati i Whisky?

La torba, ovvero ciò che dà vita ai cosiddetti Whisky torbati è un materiale organico che nasce proprio in terreni come quelli della Scozia, dove umidità, freddo e sale danno origine ad un sofisticato processo di decomposizione che corrisponde con il primo stadio della formazione di carbone. Praticamente in prossimità di bacini acquei e acquitrini tutti i micro-esseri viventi che muoiono vanno a depositarsi sui fondali dove, in mancanza di ossigeno, non si decompongono integralmente e danno vita alla torba, un fertilizzante naturale e un combustibile a basso costo molto utilizzato in Scozia anche per riscaldarsi.

Cosa c’entra questo composto organico con i Whisky torbati?

La spiegazione è semplicissima e riguarda gli ingredienti con cui il distillato viene fatto maturare. Per poter produrre Whisky serve l’orzo germinato con il quale si ottiene il mosto per la distillazione e per il successivo invecchiamento. L’orzo viene messo in ammollo in acqua per alcuni giorni per farlo germinare e, successivamente, viene fatto essiccare nei forni appositi per fermare la germinazione ulteriore. Alcune distillerie in questa fase utilizzano la torba per alimentare i forni dato che, come spiegato qualche riga qui su, è un ottimo combustibile a basso costo. Ebbene i fumi della torba contribuiscono ad aromatizzare il malto lasciando delle sensazioni di sapore, retrogusto ed odore che restano per sempre imbottigliate nel Whisky ultimato.

Come si presenta il Whisky torbato?

Un Whisky torbato, quindi, viene solitamente prodotto in Scozia e ha un sapore affumicato e salmastro che richiama le sensazioni del mare come quando portiamo una conchiglia all’orecchio sulla spiaggia. Ci sono distillerie famosissime in tutto il mondo che hanno fatto del sapore torbato il loro marchio di fabbrica e si concentrano per lo più nelle isole Ebridi di Skye e Islay. Da queste parti si producono i Whisky torbati Single Malt più rinomati al mondo e oggi ti mostreremo una classifica sui migliori cinque ad un prezzo più che accessibile.

5° Talisker Storm

La Talisker è una distilleria molto antica, che risale al 1830 e che vanta una storia ed una tradizione che travalica i secoli. Fu edificata dai fratelli MacAskill che tramandarono l’arte della produzione del Whisky verso attraverso le generazioni. Lo Storm è un Whisky miscelato da annate comprese tra i tre ed i venticinque anni. Non riporta l’età dichiarata ma è considerato un’elevazione del Talisker 10 Years Old. Rispetto a quest’ultimo è decisamente più affumicato e pungente e si presenta di colore oro scuro. Il sapore è dolce e salino con delicati sentori di pepe nero. L’aroma che si propaga nell’aria offre pepe nero e torba con finali dolci di malto e miele. Non a caso il finale dello Storm è lungo e liscio grazie alle sapidità dolciastre e saporite del malto.

4° Ardbeg Ten

Ardbeg sorge sulla costa a sud dell’isola di Islay e, come tutte le distillerie del posto, sorse durante l’ottocento. Ardbeg è quella più antica perché venne fondata nel 1815 ma si ha testimonianza delle attività di distillazione precedenti a quella data, ovvero nel 1789. La distilleria fu chiusa a lungo e riprese a lavorare nel 1997, il periodo da cui iniziò a conquistare sempre maggior successo al punto da guadagnarsi il titolo di miglior whisky mondiale nella Bibbia del Whisky di Jim Murray per tre anni consecutivi.

Nella gamma degli Ardbeg whisky, l’invecchiato 10 anni, conosciuto anche come Ardbeg ten, è tra i prodotti torbati, uno dei più acquistati e apprezzati dagli intenditori. La vera particolarità di questo whisky è proprio l’animo spiccatamente torbato dovuto ad una affumicatura complessa con note spinte e robuste. Il corpo è profondo e persistente e si presenta di colore giallo ambrato con note di vaniglia e agrumi che si mescolano di minerali salmastri e lime.

3° Caol Ila 12

Caol Ila è la distilleria scozzese situata e nord dell’isola di Islay. Questa zona vive principalmente di produzione di Whisky e, per questo, attrae miriadi di turisti che vengono accolti a visitare le fasi di produzione del distillato. Nell’isola di Islay le distillerie sono ben otto e sono tra le più famose al mondo come Lagavulin e Laphroaig. Quella di Caol Ila venne fondata da Hector Henderson nel 1846 ma passò a successive gestioni gli anni successivi. Durante gli anni trenta del novecento entrò a far parte del gruppo multinazionale Diageo che accoglie solo le migliori distillerie mondiali.

Il Whisky Caol Ila invecchiato 12 anni è forse il più torbato dei Whisky della nostra classifica ma i sentori di agrumi che lo impreziosiscono lo rendono più morbide e decisamente gradevole. Offre un corpo medio a armonico, ben strutturato e marcatamente affumicato. Piccole sensazioni dolci accompagnano il finale che si manifesta piuttosto dolce e persistente mentre sul palato prende piede l’animo torbato e affumicato tipico dei Whisky firmati Caol Ila.

2° Lagavulin 8

Il Lagavulin è un Whisky prodotto nell’Isola di Islay, nei pressi di Port Ellen. Qui il mare incornicia tutto il processo di distillazione e la storia della distilleria che si intreccia con quella delle numerose navi che si sono infrante sulla costa indomabile e frastagliata. Difatti è qui che sorgono i resti del Castello di Dunyvaih, la dimora del Lord delle Isles. La distilleria Lagavulin utilizza orzo maltato di Port Ellen e fermenta con un processo lento che dura fino a ottanta ore per ottenere la massima esaltazione del sapore. I Whisky Lagavulin sono famosi per il loro animo graffiante e torbato dovuto anche all’utilizzo dell’acqua dei Solum Lochs, un corso d’acqua ricco di torba e che viene convogliata direttamente in fabbrica.

Il Lagavulin invecchiato otto anni è piuttosto raro perché è caratterizzato da una reperibilità media dovuta dalla release limitata. Si presenta di colore giallo paglierino, simile al vino bianco. Ricorda i toni dell’invecchiato di 12 anni ma offre sensazioni aggiuntive di frutti rossi e pepe nero con piccole tonalità di arancia. Ha un corpo pieno e ingombrante che arriva sul finale lungo e vanigliato mentre la torba dona profondità al sorso.

1° Big Peat

Il primo posto in classifica va sicuramente al Big Peat, uno dei blended Whisky torbati più rinomati e che utilizza solo ed esclusivamente miscele di Whisky prodotte nell’isola di Islay, la terra madre della torba. Non è solo il migliore da un punto di vista dell’aroma affumicato ma anche il primo in classifica quando si parla di blended scotch whisky. In questo caso ci riferiamo ad una tipologia che nasce dalla miscela sapiente tra Single Malt e Grain Whisky che solitamente provengono da più distillerie. Mentre lo Scotch Single Malt è prodotto solo con malto d’orzo, motivo per cui viene chiamato Puro Malto, i blended sono il risultato dell’unione di distillati di solo malto e distillati prodotti con frumento, segale e mais.

Il Big Peat è la miscela di distillati provenienti dalle più rinomate distillerie scozzesi come Ardbeg, Bowmore, Caol Ila e Port Iland: è la quintessenza del Whisky che deriva dalle migliori selezioni. A voler esser precisi la definizione corretta per questo Blended sarebbe Vatted Malt ma è un nome caduto in disuso. Si tratta di un blend di single malt e, quindi, è una miscela di distillati di puro malto, in parte originario della distilleria di Port Island che, tuttavia, non è più operativa da quasi un cinquantennio.

Nel 2011 è stato riconosciuto come il miglior Blended al mondo dalla rinomata Bible di Jim Murray e le ragioni sono facilmente intuibili. Si presenta di color giallo chiaro, quasi paglierino. All’olfatto offre aromi maltati e torbati con deliziose note di cioccolato e mandorle che richiamano anche quelli lussuosi del caffè. Al palato si mostra in tutta la sua complessità richiamando erbe, torba, spezie e sapori tipicamente salmastri. Sul finale il Big Peat è persistente e piuttosto lungo con note talvolta grezze e salate dovute anche alla torba di cui si percepisce un’importante presenza in tutta la fase di degustazione.



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