Coronavirus, assalto ai supermercati: “Come in guerra”. Conte assicura: “Non ci sarà carestia”

Caccia ai gel disinfettanti e mascherine, corsa ad accaparrarsi cibo in scatola e confezioni d’acqua. Conte assicura: “Non ci sarà carestia”

Supermercati pieni di gente, vuoti di generi di prima necessità. A Milano si fa già incetta per timore delle conseguenze del virus, per panico e per precauzione. Caccia ai gel disinfettanti per le mani (esauriti) e mascherine, corsa ad accaparrarsi cibo in scatola e confezioni d’acqua. Le scene nelle corsie sembrano da vigilia di Natale, con carrelli stracolmi. Ma l’animo con cui si fa la spesa è del tutto diverso. Non è una spesa della domenica pomeriggio come tante, per capirlo basta guardare le decine di volti coperti con le mascherine: è una domenica in cui chiudono i cinema, i teatri, i musei, le chiese. Niente pub né discoteche. Sospese le manifestazioni sportive e le sfilate di Carnevale. Da oggi, saranno chiuse anche le scuole.

L’effetto delle misure in Lombardia si riversa tra gli scaffali dei supermercati: il timore di chi si affanna alla ricerca dei prodotti a lunga scadenza è che i negozi di alimentari possano chiudere i battenti all’improvviso. Che finiscano le scorte e che non ci sia modo di rifornire le dispense. Che Milano possa restare “in quarantena” a causa del virus. Sull’incetta di generi alimentari in alcune città per il coronavirus “c’è una preoccupazione iniziale, ma non siamo di fronte a una carestia alimentare”, spiega il premier Conte. Sui social piovono fotografie di bancali vuoti e ripiani orfani di merce.

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