Coronavirus, al momento nessun caso in Calabria: “Il pericolo maggiore è il panico”

Il primario di Malattie infettive del ‘Pugliese-Ciaccio’: “Evitare la psicosi collettiva. Centinaia di telefonate ostacolano attività del reparto”

Pazienti sotto osservazione a scopo precauzionale, qualche famiglia in quarantena volontaria ma allo stato nessun caso di coronavirus è stato accertato in Calabria. E’ quanto ribadito da Lucio Cosco, il primario del reparto di Malattie infettive dell’ospedale “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro, centro di riferimento regionale per gli eventuali casi di infezione. La Calabria è ancora immune da contagi ma il pericolo maggiore allo stato è il panico che piano piano si sta impossessando della popolazione. L’allarmismo ingiustificato la fa da padrona malgrado i ripetuti appelli caduti purtroppo nel vuoto. “Il problema maggiore – ha detto Cosco – è dato dal panico che si è impossessato di tutti noi. Stanno arrivando, in maniera non idonea, centinaia di telefonate nell’unità operativa da me diretta e questo blocca anche le normali attività dell’unità. Rimarco che attualmente non c’è motivo per una psicosi, la situazione può essere seria quanto si vuole ma la mia raccomandazione è niente panico, perché è questo il maggiore pericolo”.

Quarantena volontaria. La Regione Calabria ha consigliato la quarantena volontaria di 15 giorni a chi rientra dalle zona a rischio e molti Comuni hanno disposto delle apposite ordinanze per chi dal Nord torna nell’estrema punta dello Stivale italiano. Dovrà quanto meno comunicarlo e trasgredire questa regola potrà costare da un’ammenda fino all’arresto nel caso dell’ordinanza disposta dal sindaco di Vibo Maria Limardo. “Una quarantena volontaria di 15 giorni – ha spiegato il primario di Malattie infettive dell’ospedale di Catanzaro – a chi rientra dalle zone a rischio, sia ben chiaro da zone a rischio e non da tutta l’Italia settentrionale, credo effettivamente consigliabile. Il numero del reparto è stato dato al ministero, ma chiamare il reparto direttamente non è, a mio avviso, congruo, è consigliabile chiamare il numero messo a disposizione dal ministero, 1500, perché qui si fa una prima scrematura e si smistano poi i casi più gravi. Inoltre, tutti i cittadini devono avere come primo riferimento il proprio medico curante: andare in ospedale può essere persino controproducente”.




Dimessa la 26enne. Quanto alle precauzioni, Cosco ha illustrato “quelle già costantemente diffuse, come il lavaggio delle mani, e la mascherina solo per chi è sintomatico, per chi sta bene no”. Cosco, infine, ha reso noto che la donna sottoposta sabato ad accertamenti all’ospedale di Catanzaro dopo essere rientrata dal Veneto “sta bene, il nuovo test è risultato negativo ed è dimessa”.

Test negativo a Reggio. Intanto è risultato negativo il test eseguito sulla donna di 67 anni rientrata a Reggio Calabria in treno da Torino. La donna, nella serata di ieri, avvertendo sintomi febbrili si era presentata al Pronto soccorso del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria. Da qui i controlli del caso previsti dal protocollo e poche ore dopo i risultati del primo test, con esito negativo. Un nuovo test sarà effettuato, a scopo precauzionale, fra 24 ore. Anche il terzo caso sospetto ha dato, dunque, esito negativo, dopo quelli registrati nelle giornate precedenti al Gom per una giovane di Taurianova e una donna di Campo Calabro.

Coppia in isolamento. Una coppia di Fuscaldo, in provincia di Cosenza, di ritorno dalla Lombardia nel paese di origine, si è volontariamente posta in isolamento a scopo precauzionale. A comunicarlo, con una nota, è stato il sindaco del centro cosentino, Gianfranco Ramundo: “E da apprezzare – scrive il primo cittadino – il gesto compiuto da due concittadini, che si trovano attualmente a Fuscaldo e che, autonomamente, hanno ritenuto opportuno ricorrere allo stato di isolamento spontaneo, presso la propria abitazione, anche in assenza di sintomi, in quanto provenienti da un comune della Lombardia, confinante con le aree in cui si sono registrati una serie di contagi. La situazione è comunque sotto controllo, grazie anche al coordinamento in atto tra le Forze dell’Ordine e le competenti autorità sanitarie”.

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