‘Ndrangheta, processo ai Patania di Stefanaconi: Cassazione annulla le condanne con rinvio

L’inchiesta Romanzo Criminale si era chiusa con condanne pesanti nel processo di secondo grado, ma i giudici ermellini hanno deciso che tutto dovrà ritornare in Corte d’Appello

Ci sarà un nuovo processo di Appello per il clan dei Patania di Stefanaconi, coinvolto nell’inchiesta denominata “Romanzo Criminale”. La seconda sezione della Corte di Cassazione ha infatti annullato con rinvio la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Catanzaro che aveva ritenuto esistente la famiglia di ‘ndrangheta che faceva capo al boss ucciso Fortunato Patania, protagonista di una sanguinosa faida con il gruppo dei Piscopisani a cavallo tra il settembre del 2011 e il luglio del 2012. Alla base della decisione della Suprema corte verosimilmente la non sufficientemente provata esistenza della cosca Patania. I giudici ermellini hanno inoltre dichiarato inammissibile il ricorso del collaboratore di giustizia Figliuzzi condannato a 4 anni e sei mesi per concorso esterno in associazione mafiosa. Nel collegio difensivo gli avvocati Salvatore Staiano, Antonio Lomonaco, Sergio Rotundo, Antonio Larussa, Costantino Casuscelli.




Processo da rifare, dunque, per Giuseppina Iacopetta, vedova di Fortunato Patania, condannata a 15 anni, Saverio Patania e Salvatore Patania, condannati a 15 anni, Giuseppe Patania che avrebbe dovuto scontare 16 anni, Nazzareno Patania, condannato a 12 anni e Bruno Patania condannato a 9 anni in Appello ma assolto in primo grado. Identica sorte per Andrea Patania, condannato a 9 anni in Appello; Caterina Caglioti, moglie di Nazzareno Patania, condannata a 12 anni; Cristian Loielo, 10 anni in Appello, Alessandro Bartalotta e Francesco Lopreiato, entrambi condannati a dieci anni. La procura generale della Cassazione aveva chiesto la condanna per tutti gli imputati.