Tariffa rifiuti, tegola milionaria dalla Regione si abbatte sul Comune di Vibo

Il conguaglio per le annualità 2016 e 2017 è di circa 1,1 milioni di euro. Il sindaco Limardo: “Sempre più difficile azione di risanamento”

La Regione Calabria ha comunicato al Comune di Vibo un conguaglio tariffario per il conferimento dei rifiuti di 1,1 milioni di euro per le annualità 2016 e 2017, precisamente € 389.396,99 per l’anno 2016 ed € 739.033,43 per l’anno 2017. A renderlo noto è il sindaco della città Maria Limardo che aggiunge: “Appare chiaro che un’altra tegola si è abbattuta sul Palazzo di Città già alle prese con una difficile azione di risanamento”.

Il Sindaco Limardo sottolinea come “il tema dello smaltimento rifiuti rimane il classico argomento sul quale si registrano ritardi ed inefficienze del sistema Paese con costi che sono in continua lievitazione. Invece dovrebbe essere un fronte sul quale costruire percorsi innovativi coinvolgendo in un circuito virtuoso cittadini ed istituzioni nella definizione e condivisione di comunità e di città all’interno della quale vivere, città che producono sempre meno rifiuti e che investono nel riciclo, ad esempio. Continuiamo a registrare invece un aumento indiscriminato dei costi che sta mettendo in ginocchio l’Ente. Già nel bilancio di previsione in corso di redazione per l’esercizio 2020 era stata finanziata la rateizzazione con la Regione fatta in passata per l’anno 2018 e pari a 900.000,00 € a causa di una sottostima dei costi di quell’anno. Oggi la precaria situazione finanziaria viene aggravata da quest’ulteriore conguaglio tariffario relativo agli anni 2016 e 2017 e per un altro notevole ingente importo. E tra l’altro , per come preannunciato nelle medesima nota della Regione Calabria , sono in corso di elaborazione gli importi definitivi per le annualità 2018 e 2019 che potrebbero riservarci ulteriori costi da ripianare”.

“In sostanza -prosegue il primo cittadino – l’ente ha prodotto negli anni passati bilanci in formale pareggio finanziario ed equilibrio economico e rendiconti che si sono chiusi con notevoli deficit . Ma ha anche potuto dimensionare la spesa su livelli non compatibili con la reale capacità di acquisizione di risorse non realizzabili effettivamente. L’aver sottostimato negli anni i costi dei servizi ha portato ad una determinazione della tariffe non sufficienti a garantire la copertura dei servizi e a generare continui disavanzi di amministrazione con relativi oneri impropri per i bilanci futuri. Inutile dire che l’azione di risanamento avviata da quest’Amministrazione rischia di essere seriamente minata da tali fatti che stanno determinando un aumento notevole della massa passiva da ripianare rispetto a quella prevista dal piano di riequilibrio finanziario pluriennale licenziato dal consiglio comunale qualche mese fa.Un’esposizione debitoria da ripianare che ormai si avvicina a quasi trenta milioni di € a causa delle recenti vicende amministrative ignote al momento della stesura del piano. Occorre,pertanto, un approfondimento della nuova situazione in considerazione dell’ingente mole di debiti che si sta abbattendo sull’Ente”.