Niente voti a scuola: in pagella arrivano le emoticon

Rivoluzione fra i banchi in due prime elementari. L’autovalutazione di bimbi, famiglie e insegnanti sostituisce il giudizio del quadrimestre

Che fa la tua pagella, ride o si dispera? Sembrano lontanissimi i tempi dei ‘bravo’ e ‘bravissimo’, rischiano di sparire pure quelli dell’agognato 6. D’altronde in un presente dove siamo abituati, anche se non tutti, a indicare elementari e medie come primarie e secondarie, lo stesso voto tradizionalmente inteso può evolversi in una ‘emoticon’; con l’inglesismo s’intende la faccina gialla che fino a ieri traduceva stati d’animo sugli smartphone e che ora sembra apprestarsi a diventare anche un metro di giudizio allargato tra i banchi. Questo succede nella scuola primaria Rodari di Modena, dentro due classi prime.

Vero è che di esperimento si tratta, e limitato peraltro al primo quadrimestre, ma l’idea (non un caso isolato nel panorama nazionale) risponde, come spiega il dirigente (un tempo avremmo scritto preside) Daniele Barca, “a una visione multidisciplinare”. Non più, dunque, un voto secco in una determinata materia, ma una autovalutazione che l’alunno si dà e poi confronta con il giudizio degli insegnanti, alla ricerca più di attitudini e percorsi di apprendimento che di freddi numeri.

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