Caos migranti a Nicotera, storie di donne e uomini nel limbo (VIDEO)

Il caso di Rachid, migrante del Togo che spiega il cuore del problema: “Siamo qui per avere i documenti ed essere liberi”

La “querelle” tra il Cas di Nicotera e la Prefettura di Vibo Valentia ha riportato all’ordine del giorno uno dei temi più importanti legato alla gestione dei flussi migratori nel nostro paese e, dunque, anche nella nostra regione. E’ la storia di donne ed uomini che da troppo tempo, seppur vivendo sotto un tetto con ogni tipo di comfort ed assistenza, sono privati di un loro fondamentale diritto: la libertà, la libertà di poter circolare liberamente in Italia o in altri paesi dopo aver ricevuto la necessaria documentazione per poterlo fare.

E’ la storia di donne, uomini, ed anche bambini nel frattempo nati, prigionieri del loro presente e del loro futuro, parcheggiati da troppo tempo dallo Stato in uno dei tanti CAS sparsi in giro per la penisola. Ed al di là natura giuridica del problema e delle possibili conseguenze anche occupazionali per i lavoratori del CAS, è questo il cuore del problema, così come sollevato da Rachid, migrante del Togo che stamattina ha esternato il proprio stato di disagio: “Noi non vogliamo essere sempre spostati da un posto all’altro, noi siamo per avere almeno i documenti per essere i liberi ed i continui trasferimenti non hanno mai portato nulla di buono. Oggi qui fra di noi ci sono ragazzi che sono già da sei anni qui in Italia ed in Calabria senza documenti. Prima di andare via da Nicotera vogliamo i permessi di soggiorno, non vogliamo essere trasferiti”.

 

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