Cas migranti di Nicotera a rischio chiusura: protesta in Prefettura (VIDEO)

Lavoratori e migranti del CAS di Nicotera a rischio chiusura hanno protestato stamattina. Mercoledì prossimo verranno ricevuti dal prefetto

Mattinata agitata a Vibo Valentia su Corso Vittorio Emanuele III davanti alla sede della prefettura. Già dalle ore 09:00 un plotone composto da una cinquantina di persone ha realizzato un sit-in di protesta. Oggetto della manifestazione è il paventato svuotamento del CAS (Centro di Accoglienza Straordinaria) di Nicotera gestito dall’associazione culturale “Acuarinto” di Agrigento. Dal 2017 quest’associazione gestisce un centro di migranti dove ad oggi vengono ospitate 88 persone e nel quale lavorano 25 operatori, dei quali 18 assunti a tempo indeterminato e 7 collaborano con regolari contratti a tempo determinato.

Come è noto, la Prefettura è la stazione appaltante e la legge in questo senso è chiara prevedendo degli appositi bandi per la gestione dei flussi migratori e del servizio immigrazione sul territorio. Il nuovo bando era composto da tre lotti ed i lavoratori dell’Acuarinto, con in testa il direttore del CAS Massimo Morelli ed il segretario regionale della FISASCAT Cisl, Fortunato Lo Papa, chiedono al prefetto Zito l’opportunità di aspettare la sentenza definitiva del TAR. Al terzo lotto, relativo al bando di gara del 12 aprile del 2019, ha partecipato anche Acuarinto che, dopo essere stata esclusa, ha impugnato il provvedimento al TAR Calabria. Sostanzialmente i lavoratori “lamentano il fatto che la Prefettura di Vibo, nonostante sia in essere un provvedimento cautelare provvisorio del TAR che sospende l’assegnazione del lotto 3, ha paventato l’ipotesi di svuotare il CAS per procedere all’assegnazione dei nostri beneficiari, procedendo a ripartirli tra i lotti 1 e 2 previsti dal bando di gara tra l’altro già scaduto”.

A dare sostegno ai lavoratori (praticamente tutti residenti nei comuni di Nicotera e Limbadi) anche il sindaco di Nicotera Giuseppe Marasco con quest’ultimo che ha affermato che “purtroppo tornerebbero a casa 25 padri di famiglia. Siamo vicini alla nostra gente ed a quello che loro sostengono. Siamo certi che il prefetto valuterà bene questa situazione”.

Dopo un paio d’ore di proteste pacifiche, tranne un brevissimo momento in cui i migranti si sono avvicinati alla porta d’ingresso della Prefettura, è stato Lo Papa, dopo aver interloquito con il viceprefetto vicario Eugenio Pitaro, a comunicare a lavoratori e migranti che il prefetto Francesco Zito (oggi assente) riceverà i rappresentanti di Acuarinto mercoledì 19 febbraio alle ore 15:00.

Durissimo il commento dello stesso Lo Papa della Fisascat CISL: “Vogliamo parlare con il prefetto e mercoledì gli diremo – rivolgendosi a lavoratori e migranti – che non siete dei mobili, non siete dei pacchi, non siete merce di scambio”.

D’altra parte, il viceprefetto vicario Eugenio Pitaro ha tenuto a precisare: “La Prefettura come stazione appaltante ha bandito una gara ed è stata espletata secondo norma. Il bando prevedeva tre lotti ed i lotti 1 e 2 non hanno subito impugnative, mentre per il lotto 3 ancora c’è una coda di impugnativa che ha comportato la sospensione della convenzione relativa al lotto 3 e pertanto il prefetto ha comunicato che da giorno 24 febbraio inizierà, come è dev’essere per legge quando una gara si conclude, la ricollocazione dei migranti nelle strutture che stanno espletando il servizio e che dovranno essere pagate fino alla fine dell’espletamento del servizio stesso. I bandi – ha proseguito – sono di evidenza pubblica e bisogna dare a chiunque la possibilità di partecipare, c’è una commissione di gara e noi dobbiamo seguire la norma”.