Non violentò la sua ex, ma fornì false generalità: condannato

Il Tribunale collegiale di Catanzaro ha inflitto all’uomo residente nel quartiere Gagliano una pena inferiore rispetto a quella richiesta dal pm

Un anno e sei mesi di reclusione per Cosmin Iojan, 38enne, di nazionalità rumena ma residente a Gagliano, un quartiere di Catanzaro, accusato di false generalità. Lo ha deciso il Tribunale collegiale di Catanzaro, che ha assolto l’imputato, difeso dall’avvocato Alessio Spadafora dal capo di accusa relativo alla violenza sessuale con la formula  perché il fatto non sussiste, mentre il pm Anna Chiara Reale ha chiesto una condanna ben più alta, a cinque anni e due mesi di reclusione. Secondo la ricostruzione dei fatti, l’uomo il 13 febbraio del 2016 sarebbe evaso dalla sua abitazione di Gagliano per fare irruzione in casa dell’ex compagna sequestrandola e minacciandola con un coltello. Dopo averle sottratto i documenti di riconoscimento e impedito l’uso del telefono cellulare, l’uomo avrebbe costretto la ragazza a percorrere oltre 60 km, fino ad arrivare ad un vecchio casolare abbandonato, situato fra Squillace Lido e Copanello. Ventiquattrore dopo la vittima sarebbe riuscita ad allontanarsi qualche minuto dall’ex, entrando in un bar per chiamare il 112. Agli investigatori avrebbe raccontato l’accaduto svelando anche di essere stata violentata. L’uomo era stato quindi arrestato per violenza sessuale, false generalità, sequestro di persona ed evasione. Per questi ultimi due capi di imputazione Cosmin Iojan era stato già assolto il 3 luglio del 2017 dal giudice monocratico. Ora invece si è concluso il processo per l’accusa di violenza sessuale e false generalità



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