Genesi, Santoro: “Avvocato di Catanzaro corrotto con 40mila euro”

Il “faccendiere” arrestato nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Salerno svela il tentativo di ribaltare una sentenza della Commissione tributaria regionale

Non solo processi penali, ma anche cause civili e tributarie. L’inchiesta “Genesi” riserva nuove sorprese e dalle 266 pagine che costituiscono il verbale di interrogatorio redatto dal “faccendiere” Emilio Santoro, detto “Mario”, emergono particolari che potrebbero aprire altri clamorosi scenari sul presunto giro di corruzione presente negli uffici giudiziari catanzaresi a vario livello e a vario titolo. Ai pm della Procura di Salerno che coordinano le indagini, l’ex medico dell’Asp di Cosenza racconta un episodio di corruzione che coinvolge la Commissione Tributaria Regionale chiamando in causa uno dei componenti, tale Barbieri, avvocato del foro di Catanzaro.

Una sentenza da ribaltare. La vicenda riguarda un accertamento dell’Agenzia delle Entrate di Crotone nei confronti della società Faltur, il cui amministratore è l’imprenditore di Crucoli Luigi Falzetta, una delle persone indagate nell’inchiesta sfociata nell’operazione “Genesi”. Dopo essere stato condannato in primo grado al pagamento della somma di un milione di euro, quest’ultimo aveva fatto ricorso alla Commissione tributaria regionale nel tentativo di ribaltare la sentenza. Secondo quanto raccontato da Santoro ai pm salernitani, Falzetta avrebbe saputo dal suo difensore (un avvocato di Castrovillari) che anche questo ricorso era stato rigettato ma che la sentenza non era stata ancora depositata.

Un giudice da corrompere. Cosi l’imprenditore crotonese si sarebbe rivolto prima ad un commercialista di Catanzaro per vedere se poteva fare qualcosa e, poi, a Santoro che lo avrebbe accompagnato da un avvocato catanzarese (nel frattempo deceduto) amico di tale Barbieri, il cui nominativo compare nel verbale redatto a Salerno prima per intero e poi omissato ma che, tuttavia, non risulta nell’elenco degli indagati. Si tratterebbe – secondo quanto riferito da Santoro – di un avvocato del Foro di Catanzaro, componente della Commissione Regionale nonché uno dei giudici della causa che interessa Falzetta. Santoro non ricorda il nome di battesimo ma fornisce diversi dettagli sulla vicenda. “Io e Falzetta – spiega Santoro ai pm – raccontammo all’avvocato (…omissis…) che bisognava corrompere qualcuno e che il Falzetta era disposto a pagare una somma di euro quindicimila. Ho saputo successivamente – precisa – sia da Falzetta Luigi che dal suo avvocato (…omissis…) che per aggiustare la sentenza tributaria in favore del Falzetta furono pagati complessivamente quarantamila euro, di cui quindicimila in una prima tranche e venticinque mila in una seconda tranche. I soldi sarebbero stati consegnati materialmente dall’avvocato (…omissis…) all’avvocato Barbieri”. Il pm domanda a questo punto a Santoro se tale Barbieri questi soldi li avrebbe tenuti tutti per sé o li doveva dividere: “Questo non lo so” la risposta dell’ex dipendente dell’Asp di Cosenza.