Crisi, quando il mattone è un peso. Boom di case all’asta: +25%

Un Paese di case all’asta. E se, con un maxi sconto, si può pensare di presentare un’offerta per la vendita all’incanto di alberghi, motel, campeggi, bed & breakfast e persino un castello a Ozegna, il cinema Adriano a Roma o un’isoletta della laguna veneta, la maggior parte degli immobili (due su tre) pignorati e messi all’asta riguardano case che costano meno di 100mila euro. Quelle che, per colpa della crisi e quindi anche dell’impossibilità a rimborsare le rate del mutuo, famiglie, piccoli imprenditori, commercianti, artigiani e il popolo delle partite Iva è costretto a perdere. Rinunciando al bene più prezioso per gli italiani: la prima casa.

Al 31 dicembre, secondo l’ultimo rapporto sulle aste immobiliari (ormai anche online) del Centro studi del service provider immobiliare Sogeea, sono stati rilevati 23.904 immobili messi all’incanto – il 25% in più rispetto al 2018 – per un valore complessivo di 3,5 miliardi e un potenziale incasso per lo Stato di oltre 310 milioni di imposte.

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