Rinascita, il Riesame modifica altre venti posizioni. Ecco chi torna in libertà

Sono circa cento le misure cautelari riviste dal gip distrettuale e del Tribunale della Libertà di Catanzaro nell’ambito della maxi inchiesta contro la ‘ndrangheta

Sono circa cento le misure cautelari annullate o modificate dal gip distrettuale e dal Tribunale del Riesame di Catanzaro nell’ambito della maxi inchiesta “Rinascita” contro la ‘ndrangheta nel Vibonese. In molti casi sono venute meno le esigenze cautelari ma non le accuse che restano in capo ai 416 indagati i quali dovranno aspettare ora il prossimo step dell’inchiesta, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari propedeutico alla richiesta di rinvio a giudizio, anticamera a sua volta di un eventuale processo.

Scarcerati. Nel frattempo il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha sciolto le riserve su una serie di posizioni trattate martedì scorso. Annullata la misura cautelare nei confronti di Vincenzo Mantella 34 anni di Vibo, e Michelino Scordamaglia 45 anni di Vibo Marina, entrambi difesi dall’avvocato Francesco Sabatino. Il primo è accusato di associazione mafiosa oltre ad una tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di un imprenditore vibonese. Il secondo invece è accusato della detenzione di armi. Entrambi tornano in libertà. Analogo provvedimento è stato adottato dallo stesso collegio del Tribunale del Riesame nei confronti di Michele Bonavota di Sant’Onofrio (avvocato Diego Brancia). Dai domiciliari torna in libertà Giuseppina De Luca, accusata di intestazione fittizia di beni (avvocato Giosuè Monardo) mentre passa dal carcere ai domiciliari il marito Giuseppe Fortuna, classe 1963, di Vibo (difeso dagli avvocati Giosuè Monardo e Sergio Rotundo). Dal carcere alla libertà Antonio Rosario Romano di Briatico e Filippo Fuscà di Vibo, accusati di detenzione di armi e assistiti dall’avvocato Giuseppe Bagnato. Scarcerati Alex Prestanicola di Filandari difeso sempre dall’avvocato Diego Brancia insieme a Sergio Rotundo, e Leonardo Greco di Pizzo. Lasciano il carcere e tornano in libertà Nicola Bonavota di Sant’Onofrio, Francesco Gasparro di San Gregorio d’Ippona (avvocato Giuseppe Di Renzo), Francesco Murmora di Pizzo e Domenico Lo Bianco di Vibo (difeso dall’avvocato Antonio Porcelli). In libertà anche Emanuela Gradia, Nicola De Gaetano di Rombiolo e Vincenzo Mazzitelli di Briatico (difesi dall’avvocato Antonio Barilari).

Domiciliari. Dal carcere passano ai domiciliari Pasquale Antonio D’Andrea di Vibo, accusato di associazione mafiosa e usura aggravata,  Gianluigi Cavallaro di Nicotera (difeso dall’avvocato Sabatino) e Massimiliano De Vita di Pizzo (difeso dagli avvocati Antonio Porcelli e Francesco Marincola). Obbligo di presentazione alla pg per Giovanna Profiti di Sant’Onofrio era ai domiciliari.