Regionali, caos a cinquestelle. I sostenitori di Morra: “Innanzitutto la trasparenza”

Presa di posizione contro la candidatura di Francesco Aiello: “Era inopportuna. Luigi Di Maio ha il dovere di intervenire”

Movimento Cinque Stelle sempre più spaccato. Se una parte degli attivisti si è allineata alla decisione dei vertici del partito sostenendo, senza se e senza ma, la corsa del candidato alla presidenza della giunta regionale Francesco Aiello, un’altra si è schierata con il presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Nicola Morra che ha espressamente sostenuto l’inopportunità della candidatura di Aiello in quanto lo stesso ha dei legami parentali con un boss della mafia ucciso qualche anno fa.

Quest’ultimi in una lettera, con in calce numerose firme, scrivono: La recente notizia del cugino mafioso del candidato presidente M5S, Francesco Aiello, ci obbliga, come attivisti, a prendere una ferma e chiara posizione. Il terzo girone dell’Inferno dantesco non ci appartiene. Mai accetteremo, che un movimento che si fa portatore di principi di onestà e trasparenza, possa accettare di avere un candidato che abbia omesso una tale parentela. Certamente la responsabilità è personale, ma nascondere questa situazione familiare è totalmente inaccettabile. Per cui plaudiamo, incondizionatamente, alla posizione del Presidente della commissione antimafia Nicola Morra, che prende le distanze e non appoggerà la campagna elettorale del Movimento 5 stelle in Calabria. La cosa più orribile è che davanti a tutto ciò, alcuni candidati, alcuni collaboratori, alcuni onorevoli e alcuni attivisti, piuttosto che prendere le distanze da tutto ciò, fanno il contrario e indegnamente, per puro interesse personale, attaccano l’onorevole Nicola Morra, che a differenza loro chiede trasparenza. Altrettanto rimarchiamo la nostra presa di distanza anche da chi , e non sono pochi, non ha il coraggio di dichiarare la propria lontananza da questa incresciosa vicenda.

E ancora: “In una terra dove, solo pochi giorni fa, sono state arrestate oltre 400 persone, era d’obbligo avere prudenza sui candidati e avere certezze su queste delicatissime situazioni,ma l’ incapacità e la presunzione del coordinatore e di chi lo affianca ha prevalso,ed ecco il risultato. Scrivere #iostocongratteri e poi avallare comportamenti omertosi rispetto a parentele mafiose,oltre ad essere incoerenti significa essere complici di quel sistema che ci vuole  silenziosi su questi argomenti. Il procuratore Gratteri, pochi giorni fa, ha chiesto di occupare gli spazi liberati, ricordando sempre di parlare e denunciare. se però gli onorevoli 5 stelle, vogliono avallare comportamenti omertosi, rispetto al concetto di trasparenza, allora il cambiamento in questa terra nelle mani di questi sprovveduti quando avverrà!?”.

Infine, l’appello al capo politico: “Siamo certi che anche il capo politico Luigi di Maio vorrà prendere una posizione chiara e netta in merito anche perché,ci sarebbero gli estremi affinché venisse ritirato il simbolo del M5S da questa competizione elettorale e l’allontanamento di chi avalla in silenzio e inoltre attacca la figura del presidente della commissione antimafia. Di questa vicenda c’è da notare, ad eccezione di Paolo Parentela che pensa di sminuire la gravità della cosa, tutti gli altri portavoce sono in silenzio. Ci auguriamo, vogliano dare un forte segnale di allontanamento da questo comportamento altrimenti li riterremo complici assumendosene le responsabilità del loro silenzio”.