“Genesi”, anche l’esame per l’abilitazione degli avvocati nel mirino della Dda

I magistrati di Salerno passano al setaccio le carte dell’inchiesta e le intercettazioni del giudice Marco Petrini e della sua collaboratrice che conterrebbero risvolti interessanti in relazione alla prova per l’abilitazione forense

L’inchiesta Genesi che ha portato all’arresto di Marco Petrini, magistrato della Corte d’Appello di Catanzaro, nella quale sono coinvolti pure tre avvocati, svela alcuni dettagli significativi anche in relazione al ruolo avuto dal magistrato nelle sessioni d’esame per l’abilitazione alla professione forense.

I magistrati titolari dell’inchiesta – scrive oggi la Gazzetta del Sud – ritengono di poter avere un quadro più delineato dei fatti già nei prossimi giorni, quando verrà sentita una avvocatessa ripresa nell’ufficio di Petrini. Le immagini delle telecamere nascoste piazzate dalla Gdf, al di là dell’episodio di intimità tra i due, avrebbero permesso di ascoltare un dialogo di interesse investigativo. Il giudice e la sua interlocutrice parlerebbero dell’imminente esame per avvocati a cui avrebbe partecipato un’assistente della professionista. Un caso che non sarebbe peraltro isolato. “Le azioni corruttive – scrivono i magistrati della Procura di Salerno – documentate anche con attività audio e video, servivano anche ad agevolare per alcuni candidati il superamento del concorso di abilitazione alla professione forense”.

Petrini ha fatto numerose volte da commissario per gli esami di stato. L’ultima volta era stato nel dicembre 2018. Intanto il Codacons con il vicepresidente Di Lieto chiede che l’ordine degli avvocati si costituisca parte civile nel futuro processo.

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