Incidente di caccia nel Vibonese, l’autopsia: emorragia fatale

Il finanziere sarebbe stato attinto da una fucilata alla clavicola e il colpo avrebbe reciso un’arteria

E’ stata eseguita questa mattina nell’obitorio dell’ospedale di Vibo Valentia l’autopsia sul corpo di Luca Pulsoni, il 26enne maresciallo della Guardia di Finanza, morto nelle campagne di Maierato dopo una tragica battuta di caccia con un gruppo di amici. Dai primi accertamenti, le cause del decesso sarebbero da ricondurre ad una copiosa emorragia che non ha lasciato scampo al giovane, colpito accidentalmente da un amico e caduto in un dirupo. Pulsoni sarebbe stato attinto sotto la clavicola da un colpo a palla del genere di quelli utilizzati per la caccia ai cinghiale l’esame autoptico avrebbe confermato la recisione dell’arteria succlavia, all’origine del dissanguamento.

L’inchiesta. Su quanto accaduto la Procura di Vibo guidata da Camillo Falvo ha aperto un’inchiesta, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Vibo e da quelli della Stazione di Maierato, sotto coordinamento del sostituto procuratore Ciro Lotoro. Sul registro degli indagati è stato nel frattempo iscritto colui che ha sparato: F. N., 23enne della provincia di Caserta, amico della vittima, per il quale si ipotizza il reato di omicidio colposo. La famiglia di Luca Pulsoni, originario di Avezzano ma in servizio al Comando provinciale di Vibo Valentia, è difesa dagli avvocati Giuseppe Arcuri e Francesco Martingano. L’autopsia è stata eseguita dal medico legale Katiuscia Bisogni alla presenza dei consulenti di parte. Disposti ulteriori esami di laboratorio per avere risposte ancor più precise e dettagliate.

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