Assalto alla caserma dei carabinieri dopo l’arresto di un parente: bloccate 3 donne

In piena notte tre donne nomadi hanno sfondato la recinzione usando un furgone come ariete. Il figlio 26enne di una di loro era trattenuto per clandestinità

Hanno preso la rincorsa nel piazzale del parcheggio esterno alla caserma. Poi si sono lanciati contro la recinzione metallica con l’obiettivo di abbatterla, forse per favorire la fuga di un loro parente. È davvero incredibile ciò che è accaduto questa notte intorno alle 4 nella caserma della Compagnia dei carabinieri di Sesto San Giovanni, dove un gruppo di tre donne nomadi, di origine bosniaca, hanno rischiato di dare vita ad una vera battaglia urbana.

Un paio di ore prima i militari di Sesto avevano fermato un uomo di 26 anni, di origine bosniaca, pregiudicato, che era risultato clandestino. L’uomo era stato già espulso dal territorio nazionale nel novembre del 2019 con un provvedimento della questura torinese, ma evidentemente era rientrato in Italia dove aveva vissuto clandestinamente fino ad ora. In stato di fermo, si trovava in caserma in attesa di essere riavviato all’espulsione ed aveva chiesto ai familiari di portargli alcuni vestiti per i giorni che avrebbe trascorso nelle strutture dell’immigrazione. In caserma si sono presentate tre donne, la madre, di 52 anni, la sorella e la moglie dell’arrestato, arrivate a bordo di un furgone “Iveco” bianco. Nella notte hanno consegnato il materiale ai militari di guardia. Poi si sono assiepate nel parcheggio dove sono rimaste ferme per quasi due ore.

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