Regionali, “Porta a Porta” lo ignora e Tansi querela Rai e Bruno Vespa

Al centro della vicenda l’omissione del nome dell’ex capo della Protezione civile calabrese nel sondaggio realizzato da Antonio Noto

Il candidato alla presidenza della Regione, Carlo Tansi, ha denunciato e diffidato la Rai, Radio Televisione Italiana, la trasmissione “Porta a Porta” ed il suo conduttore Bruno Vespa, nonché la Noto Sondaggi. E’ quanto comunicato dal legale di Tansi, l’avvocato Nicola Mondelli.

I motivi della querela. Lo scorso 8 gennaio, durante la trasmissione “Porta a Porta” condotta da Bruno Vespa, sono stati resi noti i sondaggi realizzati da Antonio Noto della “Noto Sondaggi”. Da questi si evincerebbe che il candidato di centrodestra alla Presidenza della Regione Calabria Jole Santelli risulta prima con una forbice tra il 50 e il 54 %, il candidato Presidente del centrosinistra Pippo Callipo si attesta tra il 32 % ed il 36 %, Francesco Aiello, il candidato a Presidente del M5S è tra il 8 % ed il 12 %, altri si attestano al 3% – 5 %. “Il nominativo del quarto candidato, Carlo Tansi, sebbene abbia ufficializzato la sua candidatura sin dal mese di agosto 2019, veniva totalmente omesso. I tre nominati dalla Noto Sondaggi – sottolinea la nota – hanno sciolto la riserva relativa alla loro candidatura successivamente all’11.12.2019, data in cui l’Istituto Noto dice di aver rilevato la prima “campionatura”. Pertanto, come ha potuto la Noto Sondaggi realizzare il sondaggio dell’11.12.2019? Chi lo ha fatto? Chi è il committente? Quando è stato fatto? Chi è stato campionato? Come sono stati contattati gli intervistati? Come sono state formulate le domande? Qual è l’ordine in cui sono state poste le domande? Tale sondaggio (falso, non veritiero e contrario alle disposizioni di legge e regolamento), è stato surrettiziamente effettuato, ingenerando nell’opinione pubblica calabrese la falsa convinzione che votare un candidato (libero da partiti) come Carlo Tansi sia inutile perché neppure presente nei sondaggi o, se presente con la dicitura “ALTRI”, con percentuali irrisorie che portano a concentrare il voto degli indecisi verso le maggiori coalizioni. Ciò è gravemente lesivo dei diritti fondamentali dei candidati e degli stessi elettori”.