Rinascita, la Dda: “L’influenza del clan Lo Bianco-Barba sulla Vibonese”
“Alcune risultanze acquisite nel corso delle indagini hanno consentito di rilevare l’influenza della locale di ‘ndrangheta di Vibo Valentia nella società calcistica del capoluogo di provincia la cui squadra ha raggiunto lo scorso anno la promozione al campionato di Lega Pro”. Lo scrivono i pm di Catanzaro nella richiesta di arresto dell’inchiesta “Rinascita-Scott” dove c’è un intero capitolo dedicato a come i Mancuso, negli anni, hanno infiltrato la Vibonese. Tra i 334 arresti eseguiti lo scorso 19 dicembre, infatti, c’è quello dell’imprenditore Francesco Michelino Patania, detto “Ciccio Bello”, ritenuto “partecipe alla ‘ndrina Lo Bianco-Barba” satellite della cosca Mancuso. Un’appartenenza che, secondo gli inquirenti, ha contribuito a far fallire il tentativo di estorsione che il costruttore indagato e il figlio hanno subito nel 2017 quando altri affiliati alla cosca hanno lasciato la carcassa di un delfino davanti all’ingresso della sua azienda.
Definito dagli inquirenti “componente apicale della società di ‘ndrangheta di Vibo Valentia”, Patania “Ciccio Bello” “risulta essere una costante presenza nell’assetto dell’organizzazione calcistica cittadina”. Con il 20% delle quote, infatti, è stato vicepresidente della squadra di calcio nella vecchia società e compare tra i soci della nuova, la “U.S. Vibonese Calcio Srl”".
"Le attività investigative - scrive la Dda - dimostrano che il clan Lo Bianco ha ottenuto pure il pieno controllo del bar (totalmente abusivo) all’interno dello stadio di Vibo grazie alla concessione dalla società calcistica. Fra i gestori, Rosario Pugliese (latitante) e Orazio Lo Bianco (arrestato e destinatario di un Daspo). "In tale contesto Rosario Pugliese - sostiene la Dda - vantava l’appoggio del presidente della Vibonese Giuseppe Caffo a perorare la causa della riapertura del bar dinanzi al Questore di Vibo".
Le precisazioni della Vibonese. La U.S Vibonese Calcio, nell’escludere in maniera categorica ed assoluta ogni coinvolgimento nell’inchiesta Rinascita-Scott, come superficialmente riportato da alcuni organi di stampa in data odierna, precisa quanto segue: La Società ‘U.S Vibonese Calcio srl’ in ottemperanza agli obblighi di esercizio imposti dagli organi federali è una società di capitale divisa in quote, una parte della quale (il 20%) attribuite in passato al citato ‘Francesco Michelino Patania’, il quale, tuttavia, non partecipa attivamente alla gestione societaria sia a livello decisionale che economico dal lontano 2011 come si puó evincere dai documenti contabili depositati negli studi commerciali della Società e della Lega. La U.S. Vibonese Calcio srl, precisa inoltre che, poiché non rientrante nelle proprie competenze societarie, non è mai entrata nel merito della gestione del citato “bar ubicato all’interno dello Stadio Luigi Razza” in quanto, sin dalla sua apertura, è gestito da figure terze che con la Società non hanno intrattenuto alcun tipo di rapporto economico e contrattuale. Pertanto, in attesa di pubblicazione di rettifica da parte degli organi di stampa, la U.S. Vibonese Calcio srl si riserva di adire le vie legali a tutela dei propri diritti e della propria immagine.
