"Io sto con Gratteri", dalla Valle d'Aosta alla Sicilia ondata di ringraziamenti e solidarietà
Dalla Valle d'Aosta fino alla Sicilia. Ondata di solidarietà e vicinanza al procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri e ai carabinieri che hanno condotto la maxi inchiesta "Rinascita Scott" che ha decapitato la 'ndrangheta nel Vibonese. Il clamore mediatico del blitz che ha portato all'arresto di oltre 300 persone ma anche a delle critiche che rischiano di delegittimare i magistrati antimafia di Catanzaro ha oltrepassato i confini calabresi e l'altro ieri una trentina di cittadini si sono riuniti davanti al palazzo di Giustizia di Trapani per un sit in silenzioso volto ad esprimere solidarietà e vicinanza a Nicola Gratteri e ai suoi uomini. "Siamo qui per dire grazie - spiega Sebastiano Coppola al "Giornale di Sicilia", uno degli organizzatori - al procuratore Gratteri e alle forze dell'ordine per l'operazione svolta in Calabria e dare la nostra solidarietà al procuratore, e non lasciarlo da solo. Il nostro è un gesto simbolico da parte dei trapanesi e di quelli che hanno potuto partecipare qui, e capiamo anche che molti, per motivi di lavoro, non ci sono, ma ci hanno fatto sapere che sono con noi virtualmente. Ci siamo trovati in tre ad organizzare questo sit-in, e in due/tre giorni è nata l'iniziativa inviando tutte le autorizzazioni necessarie".
Sostegno a Gratteri da "Cittidinanzattiva". Piena solidarietà, vicinanza e sostegno a Nicola Gratteri e alle forze dell’ordine per il lavoro che stanno facendo e che hanno fatto in questi anni è stata espressa da Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva, e di Felice Lentidoro, segretario calabrese della organizzazione. “Gli arresti di questi giorni sono il risultato infatti di un lungo lavoro di indagine condotto dalla Procura di Catanzaro. Quello che lascia perplessi sono gli immediati e ripetuti tentativi di delegittimazione nei confronti del pm e della Magistratura in un contesto come quello calabrese, in cui gli scioglimenti di Aziende Sanitarie, i commissariamenti di enti locali, i casi di collusione tra politica e ndrangheta e mondo economico sono purtroppo oramai all’ordine del giorno. Chi attacca per delegittimare o non è mai stato in Calabria, e quindi non conosce la situazione, o ha altri tipi di interesse. In questo momento e in questo contesto è fondamentale non solo contrastare il tentativo di delegittimazione, ma dare un chiaro segnale di sostegno da parte di società civile, mondo economico e politica, perché la Magistratura da sola rischia di trovarsi di nuovo isolata in una battaglia che invece riguarda i cittadini calabresi e tutti i cittadini italiani. Delegittimazione, isolamento e successiva “eliminazione”, se non fisica, politica e professionale, sono infatti scene di un film che abbiamo purtroppo già visto in passato, e che non si può permettere che si ripetano in silenzio. La cappa che in questi anni ha coperto la regione Calabria va eliminata con il sostegno di tutti.
Come Cittadinanzattiva siamo al fianco di Gratteri, della Magistratura, delle Forze dell’Ordine e di tutti coloro i quali vogliono fare in modo che la Calabria esca da una situazione di minorità a cui non possono rassegnarci i cittadini calabresi così come quelli del nostro Paese. Non possiamo permettere che esistano cittadini di serie B e che le istituzioni che si battono in questi territorio in modo che la criminalità venga fermata restino da sole".
La solidarietà della Fondazione Caponnetto. Piena solidarietà e sostegno alla Magistratura inquirente e alle Forze dell’Ordine anche dalla Fondazione Antonino Caponnetto. "Assieme ad altre azioni condotte dalla Procura Nazionale Antimafia e da molte DDA e Procure, dalla Val d’Aosta alla Sicilia e dopo il processo Aemilia, l’operazione ‘Rinascita-Scott’ - sottolinea una nota della Fondazione - è segnale importante di uno Stato che difende legalità, convivenza civile, libertà economica, controllo del territorio. Lascia perplessi ora, oltre al silenzio inquietante dei media nazionali, assistere a immediati e ripetuti tentativi di delegittimazione nei confronti della Magistratura inquirente,in particolare nel contesto calabrese, in cui commissariamenti di Enti Locali, collusione tra politica e ‘ndrangheta e mondo economico, scioglimenti di Aziende Sanitarie sono ormai all’ordine del giorno. Chi punta a delegittimare, quali interessi punta a tutelare? È ora fondamentale non solo contrastare il tentativo di delegittimazione, ma diffondere un chiaro segnale di sostegno a chi rischia la vita per noi da parte di società civile, mondo economico e politica, perché la Magistratura da sola rischia di trovarsi isolata in una battaglia che riguarda i tutti i cittadini italiani. Delegittimazione, isolamento e successiva “eliminazione”, se non fisica, politica e professionale, sono scene che abbiamo già visto in passato: non possiamo nè vogliamo permettere che si ripetano oggi in silenzio. La cappa che in questi anni ha coperto vaste aree del Paese va eliminata con il sostegno da parte di tutti alla Magistratura e alle Forze dell’Ordine, affinchè il Paese esca da una situazione di condizionamento criminale a cui i cittadini non possono e non debbono rassegnarsi".
FOTO TRATTA DAL GIORNALE DI SICILIA
