Mensa dei poveri a Vibo, il Comune punta ad utilizzare i fondi per i senza tetto

L’idea è quella di attingere dai fondi del progetto per i senza fissa dimora, curato anni addietro dalla Regione

Qualcosa si muove sul fronte dell’attenzione ai bisognosi. Sia chiaro, è ancora prestissimo per pensare alla riattivazione della mensa dell’inclusione con i fondi pubblici, ma indubbiamente la giunta sta lavorando per tentare di reperire le risorse che consentirebbero di sciogliere un nodo significativo, in una delle zone più povere d’Italia. Ovviamente, fondi destinati a questo scopo utilizzabili non ve ne sono. Ma l’assessore alle Politiche sociali Franca Falduto pare stia studiando una soluzione che consenta di raggiungere ugualmente l’obiettivo. L’idea è quella di attingere dai fondi del progetto per i senza fissa dimora, curato anni addietro dalla Regione, che mandò in Piazza Martiri d’Ungheria anche un tecnico incaricato di redigerlo. Progetto per il quale il comune avrebbe anche ricevuto, stando alla ricostruzione effettuata nei giorni scorsi dal presidente della IV commissione Lorenza Scrugli, un anticipo dei fondi da utilizzare”. Il tutto dopo che la questione “povertà” ha sollevato un vero e proprio vespaio di polemiche, anche tra le fila della maggioranza, a seguito dell’utilizzo dei fondi per la non autosufficienza, dai quali erano stati prelevati in passato 40mila euro destinati a sostenere la mensa dell’accoglienza, per un progetto con gli ammalati in forma lieve di Alzheimer. Non è chiaro, ovviamente, se tutto questo sia possibile, ma “le intenzioni dell’assessore- ha concluso ieri il presidente della IV commissione Lorenza Scrugli – sono proprio queste”.