Finto cieco per ottenere denaro dall’Inps, ma il Tribunale di Vibo lo assolve

Il gup Tiziana Macrì ha pienamente accolto le tesi propugnate dalla difesa

Il Gup del Tribunale di Vibo Valentia, Tiziana Macrì, ha assolto nel processo con il rito abbreviato Francesco De Gaetano ed i due medici oculisti co-imputati perché il fatto non sussiste.
“La vicenda, nata da una denuncia effettuata da un vicino di casa, ha visto coinvolto De Gaetano in un procedimento che ha dell’assurdo – ha evidenziato la difesa – Infatti questi risultava imputato per truffa avendo, secondo l’accusa, simulato lo stato di cecità assoluta al fine di ottenere i benefici assistenziali da parte dell’Inps, il tutto con l’ausilio di due noti medici oculisti di Vibo Valentia”.

Il Giudice dell’Udienza Preliminare, accogliendo la richiesta del difensore dell’imputato De Gaetano, avv. Antonio Barilari di Palmi, a cui si sono associate le difese dei medici coimputati, avv.ti Giuseppe Arcuri e Anna Schiavello di Vibo Valentia, ha proceduto allo svolgimento del processo con le forme del rito abbreviato condizionato all’esperimento di una consulenza medico-legale sulla persona del De Gaetano, visto che durante l’intero corso delle indagini mai alcun medico ha visitato l’imputato su ordine della Procura della Repubblica.

Lo specialista nominato dal Tribunale ha concluso accertando l’effettivo stato di cecità dell’imputato, portando così all’assoluzione di oggi e riabilitando gli imputati da questa accusa infamante figlia di un dispetto tra vicini.

“Il gup, infatti, ha pienamente accolto le tesi difensive tese alla tutela e salvaguardia di un innocente, già martoriato dall’infausto destino della cecità, dato in pasto ai mass media nazionali come esempio di punizione dei soliti meridionali truffatori che approfittano dello Stato, dalla superficialità delle indagini svolte con video ad hoc per darli ai telegiornali e da una “donnicciola” che denuncia il falso.
Nessun reato, infatti, poteva essere contestato al sig. De Gaetano Francesco essendo lo stesso, purtroppo, cieco e quindi soggetto con diritto allo status previsto dalla legge 3 aprile 2001, n.138, art. 2.
Nonostante il clamore mediatico, tanto da distribuire il video fonte di presunta prova agli organi di stampa all’indomani della conclusione indagini, con i relativi proclami di aver salvato la Nazione dal disonesto approfittatore di Rombiolo, il sig. De Gaetano non solo non ha commesso alcun reato, ma è cieco totale e meritevole di prestazione assistenziale ed oggi ci si aspetta delle scuse o quantomeno che chi ha dato corso a tutto ciò venga punito come legge prevede”.