Accusato di due omicidi, lascia il carcere e passa ai domiciliari il presunto “killer dei Bonavota”

E’ quanto disposto dalla Corte d’assise d’Appello di Catanzaro nei confronti di Francesco Fortuna che in secondo grado era stato assolto per l’agguato a Domenico Di Leo

La Corte d’assise d’Appello di Catanzaro, in accoglimento dell’istanza della difesa rappresentata dagli avvocati Salvatore Staiano e Sergio Rotundo, ha concesso i domiciliari a Francesco Fortuna, 38 anni di Sant’Onofrio, coinvolto nell’operazione denominata “Conquista” con la quale i carabinieri di Vibo, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Sant’Onofrio avevano disarticolato il clan Bonavota di Sant’Onofrio.

Asssolto per l’omicidio Di Leo. Era in carcere da tre anni dopo essere stato arrestato nel gennaio del 2016 per l’omicidio di Domenico Di Leo, alias “Micu i Catalanu, ucciso nel luglio del 2004. Ad incastrarlo era stata la comparazione tra il Dna estrapolato da un guanto di lattice, rinvenuto all’interno dell’auto utilizzata dal commando, sovrapponibile al profilo genetico del 39enne. Condannato in primo grado, nel febbraio dello scorso anno era stato invece assolto in Appello per “non aver commesso il fatto”. I giudici hanno accolto la tesi della difesa che aveva sostenuto la mancata validità dell’esame ritenuto “assolutamente e scientificamente non esatto” in quanto non applicata la procedura prevista e non rispettati i protocolli internazionali.

Accusato dell’omicidio Cracolici. Fortuna, ritenuto dagli inquirenti organico al clan Bonavota, è accusato di un altro omicidio, quello che costò la vita a Raffaele Cracolici, alias “Lele Palermo”, ucciso nel maggio del 2005 a Pizzo. Secondo l’accusa sarebbe stato tra gli esecutori materiali dell’agguato e secondo le ricostruzioni di alcuni pentiti, tra i quali Andrea Mantella, Fortuna sarebbe uno dei “killer dei Bonavota”.