Omicidio Fiorillo a Vibo, il pm chiede 18 anni per i due imputati in abbreviato

Prossima udienza, destinata alle arringhe dei difensori, il 4 febbraio 2020

Sono stati arrestati dalla Squadra Mobile di Vibo nel febbraio dello scorso anno con l’accusa di essere autori materiali dell’omicidio di Francesco Fiorillo, avvenuto a Longobardi di Vibo Valentia il 15 dicembre 2015 ed oggi sono comparsi dinanzi al tribunale di Vibo Valentia Saverio Ramondino (difeso dall’avvocato Francesco Sabatino) e Arcangelo D’Angelo (difeso dagli avvocati Marco Talarico e Guido Contestabile), entrambi della frazione di Piscopio. Entrambi gli imputati stanno subendo il processo con rito abbreviato davanti al gup del Tribunale di Vibo Valentia Ad incastrarli erano state le dichiarazioni fornite agli inquirenti proprio da Antonio Zuliani, 27 anni anche lui di Piscopio e già condannato dal gup del Tribunale di Vibo a 14 anni di reclusione. Ebbene, al termine del dibattimento il pubblico ministero Concettina Iannazzo ha chiesto 18 anni di carcere per entrambi gli imputati. Prossima udienza, destinata alle arringhe dei difensori prima della sentenza finale, il 4 febbraio 2020.




La ricostruzione del delitto, effettuata con tecniche 3D dal servizio di Polizia Scientifica dello Sco, unitamente all’esame approfondito dei tabulati telefonici, nonchè ai riscontri forniti dall’esame del Dna ritrovato su un paio di guanti di lattice abbandonati all’interno di una busta in cellophane trovata a circa 75 metri di distanza dall’abitazione di Fiorillo, sulla via di fuga utilizzata dai killer, hanno permesso alla polizia di risalire al 27enne di Piscopio Antonio Zuliani. Su uno dei guanti sono state individuate tracce di polvere da sparo. Dallo stesso elemento è stato quindi isolato il profilo biologico di un individuo di sesso maschile. Le successive comparazioni biologiche tra il profilo isolato sul guanto e quello di Zuliani, hanno permesso di ottenere un “match” positivo. Ancora da individuare il movente del fatto di sangue.