In manicomio 32 anni per un panino rubato, ma non aveva problemi mentali: la storia di Pino alle Iene

L’uomo si è rivolto a un avvocato per chiedere un risarcimento del danno subito e grazie alla popolare trasmissione Mediaset potrà almeno imparare a leggere e a scrivere.

Trentadue anni in un manicomio, pur essendo completamente sano. A Le Iene, nella consueta puntata della domenica sera, Giuseppe Astuto, noto come Pino, ha raccontato la sua storia.

Aveva solo nove anni quando è stato costretto a vivere insieme a persone affette da gravi problemi mentali. Orfano di padre ed ultimo di sei figli, Pino ha sempre vissuto in una condizione di estrema difficoltà, povertà, disagio. Una vita estremamente dura.

Quella pagnotta di pane, rubata una mattina in preda alla fame, gli è costata come non mai. Per gli assistenti sociali, alla fine di quegli anni ’60, il gesto del ragazzino era imputabile ad un disagio mentale. Così fu sottratto alla famiglia senza che nessuno si opponesse, madre inclusa. Fino al 1999 è rimasto li, solo, nella struttura di Girifalco.

Oggi Giuseppe è un uomo che non sa cosa sia l’adolescenza avendola vissuta completamente come un malato mentale grave, imbottito di farmaci di cui non aveva assolutamente bisogno. Ora Pino ha 61 anni, vive con la moglie Angela a Girifalco, con una pensione ridicola di 270 euro. Si è rivolto a un avvocato per chiedere un risarcimento del danno subito e grazie alla popolare trasmissione Mediaset potrà almeno imparare a leggere e a scrivere.