Sale la tassa di soggiorno. Turismo, rischio stangata

Nelle località dove i visitatori sono 20 volte i residenti si pagherà fino a 10 euro. E spunta l’emendamento sull’8 per mille: da destinare all’edilizia scolastica

Per i turisti delle città più gettonate d’Italia sarà una vera e propria stangata. Nel decreto fiscale, spunta, a sorpresa, una norma che raddoppia la tassa di soggiorno nelle località top del Bel Paese. Quelle mete che registrano un flusso di visitatori superiore di almeno venti volte il numero dei residenti.

La modifica al decreto fiscale è stata approvata ieri dalla Commissione Finanze della Camera. L’emendamento, a prima firma della parlamentare Dem Martina Nardi, è stato riformulato per aumentare il tetto massimo della tassa pagata dai turisti, fissato, al momento, a un massimo di 5 euro. L’elenco delle mete che potranno applicare l’aumento è lungo, anche se la lista definitiva dei Comuni che potranno far salire la tassa da 5 a 10 euro con un decreto ministeriale ad hoc sarò stilato nelle prossime settimane. È possibile, tuttavia, fare già alcune simulazioni sulla base del rapporto fra numero dei turisti e abitanti registrato nel 2018. Ad esempio: finirà nell’elenco definitivo il Comune di Rimini che, a fronte di 150mila residenti, ha registrato oltre 7,4 milioni di presenze. Stesso discorso per Jesolo, 26mila residenti e 5 milioni di visitatori. E, quasi sicuramente, un altro dei comuni che potrà raddoppiare la tassa di soggiorno sarà Riccione, che nel 2018 ha superato i 3,5 milioni di visitatori. Fra le grandi città d’arte, il raddoppio potrebbe scattare sicuramente a Venezia, Pisa e Firenze. E non saranno escluse neanche le isole più famose, a cominciare da Ischia o Capri, da sempre mete top del turismo italiano.

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