Si trova ricoverato all'ospedale Sant'Eugenio di Roma dove versa in gravissime condizione N.A, 58 anni, lavoratore ex articolo sette, in forza al Comune di Stefanaconi, che nella mattinata di ieri si è dato fuoco all'interno del cimitero del piccolo centro alle porte di Vibo Valentia. Da quanto si apprende, l'uomo ha raggiunto un'area più isolata e ancora non del tutto edificata - come scrive questa mattina la Gazzetta del Sud - e dopo essersi cosparso di benzina su tutto il corpo, si è dato fuoco.

Un gesto estremo da parte di un combattente rigoroso, padre di tre figli, uomo retto e mai incline al compromesso, rimasto fedele per decenni ai propri ideali, figli della rivoluzione trotzkista, anche quando la sinistra preferì ben altri più comodi orizzonti. Segretario provinciale di Rifondazione Comunista, aveva successivamente aderito a Sinistra Italiana e nellultimo anno al Movimento "Il Sud che sogna" che fa capo al sindaco di Napoli Luigi De Magistris.

N.A. aveva abbracciato il precariato e una condizione di instabilità lavorativa senza mai dare alcun segnale del proprio disagio. Ieri, però, qualcosa si è rotto. Intorno alle 9.15 ha inviato -come riporta la Gazzetta del Sud - un messaggio al sindaco Salvatore Solano ed uno al vice sindaco Fortunato Cugliari, poi si è dato alle fiamme. Avrebbe chiesto scusa per aver trascurato una pratica, del tutto secondaria e di nessuna rilevanza, da inviare all'Asp. "Un lavoratore modello -lo ha definito il capo dell'amministrazione ed attuale presidente della Provincia - da sempre attento, rigoroso e competente. Stavamo lavorando per aumentare il numero di ore di lavoro, attualmente erano 26, considerato il contributo prezioso che stava dando ai nostri uffici. Nessuna pratica inevasa da parte sua. Solo una comunicazione da inviare all'Asp tralasciata. Ma nulla di significativo che potesse far presagire un gesto simile, tant'è che già è stato tutto risolto".

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