Reperti archeologici trafugati in Calabria e commercializzati all’estero, i nomi degli arrestati

Ecco chi sono i 23 destinatari delle misure cautelari disposti dal gip del Tribunale di Crotone: due vanno i carcere, ventuno ai domiciliari

Due in carcere, ventuno ai domiciliari e altri ottanta indagati. Sono i numeri dell’operazione “Achei” con la quale i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza hanno sgominato una vera e propria holding criminale specializzata nella commercializzazione di reparti archeologici attraverso l’esecuzione di scavi clandestini anche nei siti archeologici di “Apollo Aleo” di Cirò Marina, di Capo Colonna, di “Castiglione di Paludi” nel nel Cosentino.

In carcere. Al vertice dell’organizzazione criminale c’erano Giorgio Salvatore Pucci, 58 anni di Cirò Marina, e Alessandro Giovinazzi, 30 anni di Scandale, entrambi cultori di archeologia e conoscitori dei luoghi in cui reperire materiale archeologico da introdurre illecitamente sul mercato. Per loro due il gip del Tribunale di Crotone ha disposto la custodia cautelare in carcere così come richiesto dalla locale Procura che ha coordinato l’indagine.

Ai domiciliari. Complessivamente sono ventitré le misure cautelari adottate e per ventuno sono scattati gli arresti domiciliari. Si tratta di: Antonio Camardo, 56 anni di Pisticci; Raffaele Gualtieri, 56 anni di Isola Capo Rizzuto (Kr); Santo Perri, 58 anni di Sersale (Cz); Alfiero Angelucci 70 anni di Trevi (Pg); Enrico Cocchi, di Castano Primo (Mi); Francesco Comito, 30 anni di Rocca di Neto (Kr); Giuseppe Caputo, 42 anni di Dugenta (Bn); Sebastiano Castagnino, 47 anni di Petilia Policastro (Kr); Simone Esposito, 35 anni di Rocca di Neto (Kr); Giuseppe Gallo, 68 anni di Strongoli (Kr); Domenico Guareri, 65 anni di Isola Capo Rizzuto (Kr); Vittorio Kuckiewicz, 72 anni di Fermo (Fm); Franco Lanzi, 67 anni di Norcia (Pg); Leonardo Lecce, 70 anni di Crotone; Raffaele Malena, 72 anni di Cirò Marina; Marco Godano Otranto, 26 anni di Crotone; Renato Peroni, 48 anni di Magnago (Mi); Vincenzo Petrocca, 55 anni di Isola Capo Rizzuto; Aldo Picozzi, 67 anni di Castano Primo (Mi); Domenico Riolo, 37 anni di Scandale (Kr); Dino Sprovieri, 53 anni di Cirò Marina (Kr).

Reperti recuperati. Nel corso dell’attività investigativa sono stati recuperati diversi reperti archeologici risalenti al IV e al III sec. a.C. rinvenuti nella disponibilità di uno dei capi dell’organizzazione, quali: 5 vasi e lucerne in terracotta, piatti con scene di animali, fibule e monili vari, nonchè sono stati sequestrati i mezzi meccanici e le attrezzature tecniche utilizzati rispettivamente per le escavazioni del terreno e per le ricerche archeologiche clandestine.

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