‘Ndrangheta 2.0 meno violenta ma più collusa, Gratteri e Nicaso puntano “La rete degli invisibili”

Dato alle stampe l’ultimo libro del procuratore della repubblica di Catanzaro, alla guida della Direzione distrettuale antimafia e il docente universitario con il quale collabora da anni.

Una ‘ndrangheta sempre più collusiva e sempre meno violenta, capace di puntare sulla collusione con il potere economico, politico e finanziario, con la massoneria deviata, con il narcotraffico, con il deep web e i social network. Questa i temi dell’ultima fatica di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, nell’ultimo libro dato alle stampe, “La rete degli invisibili”.

Ne descrivono i boss, inclini al basso profilo e ostili ai gesti eclatanti e alle clamorose dimostrazioni di forza, ma attivamente impegnati nello spietato governo del territorio, nella corruzione e infiltrazione delle istituzioni e dell’economia legale e nel soddisfare la «domanda di mafia» legata alla globalizzazione e alla creazione di un unico mercato mondiale, dove imprenditori e operatori economici, in Italia e all’estero, chiedono alla criminalità beni e servizi necessari per abbattere i costi di produzione, elevare i margini di profitto e acquisire competitività.

Ma Gratteri e Nicaso raccontano anche l’altra faccia della ‘ndrangheta, quella che lascia ora intravedere le prime crepe in un secolare e apparentemente inscalfibile muro di omertà: i rampolli dei boss che si decidono – o convincono i padri – a collaborare con la giustizia, le mogli e le figlie che si ribellano e gli affiliati che non hanno più paura di esibire pubblicamente la loro omosessualità.

“Quella contro la ‘ndrangheta” concludono gli autori “è una battaglia che è possibile vincere, ponendo mano ai codici nella speranza di trovare una forte convergenza politica su una battaglia di civiltà. Contro mafie e corruzione, due mali endemici che costituiscono una zavorra e una gravissima minaccia sul presente e sul futuro del nostro Paese”.