Accecato dalla gelosia, pedina e uccide il compagno della sua ex. Le immagini dell’agguato (VIDEO)

Fermato il presunto assassino sul quale pesano gravi indizi di colpevolezza e ritrovata anche la pistola utilizzata per uccidere Angelo Pino

Svolta lampo del giallo sull’omicidio di Angelo Pino, freddato con tre colpi di pistola nella notte tra sabato e domenica. Per i Carabinieri del Gruppo di Lamezia che hanno condotto le indagini sotto il coordinamento della Procura non ci sono dubbi: a sparare e ad uccidere l’ex guardia carceraria è stato Giuseppe Guadagnuolo, 54 anni, di Lamezia Terme, disoccupato e separato. L’uomo è stato fermato e deve rispondere ora dei reati di omicidio, porto, detenzione e ricettazione di arma clandestina.

Le indagini. L’attività investigativa, diretta da questa Procura della Repubblica e condotta dai Carabinieri, attraverso l’immediato sviluppo di attività tecniche di intercettazione telefonica ed ambientale, l’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza dell’area cittadina, il repertamento di tracce biologiche e dattiloscopiche (la cui comparazione di quest’ultime è stata resa possibile dalla tempestiva collaborazione di personale del Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina), ha consentito di documentare gravi indizi di colpevolezza a carico di Guadagnuolo il quale, la notte fra il 19 e 20 ottobre, ormai accecato dalla gelosia, avrebbe: pedinato, a bordo della sua autovettura Hyundai Atos, la propria ex moglie e il di lei compagno Angelo Pino; raggiunto Pino, non appena solo, mentre faceva rientro a casa alla guida della sua autovettura; esploso nei confronti dello stesso tre colpi d’arma da fuoco a distanza ravvicinata; guadagnato la fuga a bordo del veicolo; abbandonato l’arma in zona incolta nella periferia di Lamezia Terme.
La pistola una “Beretta” cal. 7.65 con matricola abrasa, a seguito di prolungate ricerche, è stata rinvenuta e repertata dai militari mentre l’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato tradotto presso la casa circondariale di Catanzaro a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Il movente.
Guadagnolo e l’ex moglie, che hanno una figlia, si erano separati da alcuni mesi e attendevano l’udienza formale di separazione. Un rapporto turbolento soprattutto negli ultimi mesi, tanto da spingere Guadagnolo a seguire e pedinare la donna fino ad uccidere il suo nuovo compagno a colpi di pistola in pieno centro abitato.

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