Sette omicidi in pochi mesi, così Vibo è diventata la provincia “Far west” d’Italia

La classifica del Sole 24 Ore si riferisce al 2018, l’annus horribilis che ha proiettato il Vibonese più volte agli onori della cronaca nazionale per casi eclatanti

Più che una provincia un Far west. E’ Vibo secondo la classifica sull’indice della criminalità redatto dal “Sole24Ore” e che, come al solito, sta facendo molto discutere. Se Milano è prima per reati commessi, Napoli si conferma capitale degli scippi e delle rapine e Roma guadagna la leadership per la produzione e lo spaccio di droga, Vibo Valentia è “maglia nera” per omicidi volontari, ovvero la provincia dove si uccide di più. La classifica si riferisce al 2018, l’annus horribilis che ha proiettato il Vibonese più volte agli onori della cronaca nera e giudiziaria. Addirittura sette gli omicidi commessi nel giro di pochi mesi, da aprile ad ottobre 2018. Dopo il record negativo per la qualità della vita, ecco il primato poco invidiabile per il maggior numero di omicidi volontari compiuti in rapporto al numero di abitanti.




L’annus horribilis. Nell’arco temporale di pochi mesi a Vibo e in provincia è accaduto infatti di tutto e di più: dall’autobomba che fece saltare in aria nelle campagne di Limbadi Matteo Vinci fino all’omicidio di Francesco Vangeli, il giovane di Filandari ucciso e gettato verosimilmente nel fiume Mesima. In mezzo la mattanza avvenuta tra Nicotera e Limbadi con due morti e tre feriti; l’assassinio di Stefano Piperno, ammazzato e ritrovato carbonizzato in auto a Preitoni; l’agguato a Francesco Timpano commesso in spiaggia a Nicotera Marina e, ancora, l’uccisione di Massimo Ripepi, freddato a Piscopio proprio un anno fa. Sette morti in pochi mesi in un territorio dal grilletto troppo facile che il “Sole24Ore” dipinge come il Far west d’Italia con le forze dell’ordine impegnate in un lavoro straordinario e la ‘ndrangheta a fare da sfondo in un contesto dove basta uno sguardo sbagliato o una parola fuori posto per pagare con la vita.

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