Emergenza sanitaria, consiglio comunale aperto a Vibo: approvato un documento unitario

Il direttore generale facente funzioni dell’Asp, i medici e i consiglieri comunali hanno preso parte all’assise. Presenti anche il senatore Mangialavori e il consigliere regionale Mirabello.

Consiglio comunale aperto per affrontare il nodo delicato della sanità nel Vibonese: un ospedale senza medici, infermieri e con stanze da terzo mondo, il nuovo nosocomio ancora senza il progetto definitivo, la sanità territoriale lasciata alla buona volontà dei professionisti costituiscono la cartina di tornasole di un quadro desolante. Con gli anestesisti che continuano a dimettersi in serie allo Jazzolino, e i chirurghi impossibilitati ad operare. Tutte questioni affrontate questa mattina nel corso dell’assemblea cittadina aperta ai vertici e ai lavoratori della sanità, alle rappresentanze istituzionali del territorio, alle parti sociali su input del sindaco di Vibo Valentia Maria Limardo che ha definito “agghiacciante” la situazione in cui versa il pianeta salute nel Vibonese, focalizzando la propria attenzione sull’ospedale. Al termine delle operazioni è stato approvato un documento nel quale si delinea per sommi capi la situazione. “Bisogna dare dignità al sistema sanitario vibonese nell’ambito di un potenziamento generale del servizio sanitario regionale e di una sua globale riorganizzazione mediante – si legge nel lungo documento approvato – la garanzia di equità ed uniformità dell’assistenza sanitaria su tutto il territorio vibonese in allineamento alle altre province calabresi per dare efficaci risposte ai bisogni dei cittadini”.

Tra le innumerevoli richieste – al cospetto del senatore di FI Giuseppe Mangialavori e del consigliere regionale Michelangelo Mirabello – la riduzione dei tempi d’attesa, l’assunzione dei medici necessari a mandare avanti la barca, l’ampliamento del personale, l’ammodernamento dei sistemi.

Il direttore generale reggente dell’Asp Elisabetta Tripodi, tuttavia, non ha esitato a chiarire quali siano le difficoltà e il fabbisogno per il prossimo triennio. Un tavolo prefettizio, proposto dalle parti sociali servirà nei prossimi giorni per portare la questione sanità del Vibonese sui tavoli del governo.