Taglio parlamentari, l’amaro calice dei peones. “Voto sì, ma che schifo”

Malpancisti in Transatlantico: “Zitti e disciplina”

Questa legge è una stronzata pazzesca”. L’ex azzurra Renata Polverini e molti peones guardano accigliati l’intemerata di Vittorio Sgarbi che nell’emiciclio invesice contro i 5 stelle. “Si concede a una banda di parlamentari senza titoli e senza diritto, illegittimi, di fare uno stupro di questo Parlamento”, urla Sgarbi. E fuori, in Transatlantico, davanti agli schermi che diffondono l’intemerata del sindaco di Sutri, sono in tanti ad annuire. Passa il renziano Luca Lotti, scherza con alcuni colleghi di Italia Viva e muove il dito indice destro: “Che vi devo dire, questo dito – che lui usa per votare – scivola… non ne vuole sapere… questo taglio proprio non mi piace, va bene che c’è un accordo di governo, ma c’era bisogno di qualcosa di più organico..”.

Lotti non è un ‘peone’ delle Aule parlamentari, certo, ma forse è tra quei tanti big all’ultimo giro che anche grazie a questo taglio faranno fatica a rientrare. Non sono pochi, nel Pd. Nell’ala sinistra del Transatlantico, Graziano Delrio Matteo Orfini (omaggiato dal primo come “il mio presidente”) non la mandano giù facile.
“È una schifezza – attacca Orfini – che dovremo votare solo per disciplina di partito, ma davvero è uno schifo…”.

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