Ergastolo ostativo, ecco chi potrebbe uscire. Super boss e killer spietati

Da Leoluca Bagarella a Raffaele Cutolo. Tra i possibili beneficiari anche Battisti e Lioce

C’è Leoluca Bagarella, spietato killer e boss dell’ala stragista della mafia, quella dei corleonesi di Totò Riina. C’è Raffaele Cutolo, il fondatore della Nuova Camorra Organizzata, tredici ergastoli, in carcere da 57 anni. E poi Domenico Gallico della ’ndrina di Palmi, Marcello Viola della ’ndrina di Taurianova, quel Savino Madonia, che fu l’assassino di Libero Grassi.

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E i camorristi Francesco Bidognetti, Francesco Schiavone detto ‘Sandokan’ e Cosimo di Lauro dei Casalesi, i mafiosi Giuseppe e Filippo Graviano, boss del mandamento di Brancaccio-Ciaculli, Pietro Aglieri capomandamento di Santa Maria del Gesù; Salvatore Biondino, capomandamento di San Lorenzo; il killer Giuseppe Lucchese della famiglia di Brancaccio; il boss catanese Benedetto ‘Nitto’ Santapaola; il fedelissimo di Riina, Raffaele Ganci; Ignazio Ribisi della mafia di Palma di Montechiaro. Ancora: lo ’ndranghetista Giovanni Strangio che fu l’ideatore della strage di Duisburg; Giuseppe Rogoli ’ndranghetista della Piana di Gioia Tauro che fu tra i fondatori della Sacra Corona Unita in Puglia.

Agli ergastolani della criminalità organizzata vanno aggiunti i terroristi, da Nadia Desdemona Lioce delle Nuove Br a Cesare Battisti dei Proletari Armati per il Comunismo, che tenteranno di ottenere quanto molti ex – tra i tanti, Mario Moretti, condannato a sei ergastoli e ora in regime di semilibertà – hanno già ottenuto. Gli egastolani ostativi, secondo i dati di Nessuno Tocchi Caino, sono 1.250, cioè i due terzi dei 1.790 condannati a vita. Secondo altri calcoli sarebbe poco meno di mille. Per tutti si apre, almeno in via teorica, una nuova possibilità: dimostrare che dopo una lunga carcerazione non sono più pericolosi e che possono beneficiare di permessi e magari arresti domiciliari. Decideranno i giudici di sorveglianza.

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