Omicidi di ‘ndrangheta, tre ore di interrogatorio per il boss Nicolino Grande-Aracri

Il capoclan è rinchiuso nel carcere di Opera (Milano) dove sta scontando l’ergastolo per i processi Kyterion e Aemilia

Interrogatorio di oltre tre ore per il boss di ‘ndrangheta Nicolino Grande Aracri rinchiuso nel carcere di Opera (Milano) dove sta scontando, in regime di 41-bis, l’ergastolo per i processi Kyterion e Aemilia che hanno portato alla luce l’esistenza della cosca mafiosa in Emilia-Romagna, e’ stato interrogato stamattina – collegato in videoconferenza col tribunale di Reggio Emilia – dalla pm Beatrice Ronchi (la stessa che condusse l’accusa nel processo Aemilia) nell’ambito del processo ‘Aemilia 1992’, sugli omicidi di Giuseppe ‘Pino’ Ruggiero e Nicola Vasapollo, uccisi 27 anni fa, in cui il boss figura tra i quattro imputati.

Ha parlato per circa tre ore nell’ennesima udienza di dibattimento, in rito ordinario. Il reggente della cosca – difeso dall’avvocato Filippo Giunchedi – ha smentito le deposizioni della vedova di Ruggiero che lo tirava in ballo, ribadendo di non entrarci nulla, ma anzi affermando di averlo “avvertito: Quindici-venti giorni prima che Ruggiero venisse ucciso, sono venuto a Brescello dalla Calabria per incontrarlo. E gli ho detto che circolava la voce a Cutro che volessero eliminarlo. Ma non avevo la certezza”. Poi si e’ scontrato con la pm Ronchi in merito alla deposizione dell’ex moglie del pentito Antonio Valerio (la quale aveva riferito di aver dormito nella casa cutrese di Grande Aracri e quindi confermando un rapporto di conoscenza stretto piu’ volte negato dal boss). “Ha detto tante falsita’, sto valutando anche di denunciarla questa persona”. E qui il magistrato l’ha interrotto: “Se lei continua a minacciare querele, la Procura portera’ avanti una controquerela per diffamazione. Basta con questa strumentalizzazione”.