Ticket sanitario, come cambia a seconda del reddito. Le ipotesi

Previsto anche un tetto massimo annuale. Speranza: “Chi ha di più darà di più”

È in arrivo una rivoluzione per la sanità e per la partecipazione dei cittadini al finanziamento della relativa spesa. In parte la annuncia direttamente il Ministro della Salute Roberto Speranza, che, oltre a confermare l’eliminazione del super-ticket sulle prestazioni specialistiche e ambulatoriali (che vale 40 milioni di euro), avvisa come i ticket ordinari (3 miliardi di gettito) saranno riveduti e rimodulati in base al reddito familiare, secondo il principio per cui “chi ha di più paga di più e chi ha di meno paga di meno”.

In parte rimane ancora sotto traccia, nei dossier allo studio dell’Economia, e riguarda la revisione delle detrazioni per i costi pagati direttamente: e anche in questo caso il criterio sarà quello del reddito, per cui lo sconto fiscale del 19 per cento non sarà più universale, ma diminuirà al crescere dei guadagni, fino a scomparire oltre i 100 mila euro. Con il risultato complessivo che a pagare il conto della doppia operazione saranno le famiglie del ceto medio e medio-alto, colpite dalla duplice stangata di ticket più elevati e di minori bonus sulle tasse da versare.

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