Pugno di ferro contro le pay tv “pirata”, gli utenti rischiano il carcere e fino a 25mila euro di multa

La seconda fase della maxi operazione riguarderà l’individuazione di tutti coloro che hanno usufruito dei pacchetti pirata. In Italia sono circa 5 milioni di persone

Pugno di ferro contro la diffusione degli accessi pirata alle pay tv. Oltre 100 militari del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza sono stati impiegati per una vasta operazione nei confronti della più rilevante organizzazione clandestina mondiale responsabile di quella che gli inquirenti hanno individuato come una “capillare diffusione illegale via Internet delle emittenti televisive a pagamento, le cosiddette IPTV (Internet Protocol Television)”, sistema che, convertendo il segnale analogico della paytv, lo trasforma illegalmente in segnale web-digitale.




L’OPERAZIONE IN NUMERI – L’operazione interessa numerosi Paesi europei: in Italia sono coinvolti 5 milioni di utenti, che saranno ora oscurati. Si tratta di un volume d’affari di 2 milioni di euro al mese. Ventitrè sono le persone indagate, sequestrati carte di credito, conti correnti, e risorse informatiche per il web in società con sedi diversi Paesi europei. Sequestrata e oscurata anche la nota piattaforma informatica Xtream Codes con oltre 700 mila utenti online inibiti alla visione. Otto gli ordini europei di indagine nei confronti di una associazione a delinquere a carattere transnazionale emessi dalla Procura di Napoli ed eseguiti simultaneamente in Olanda, Francia, Grecia, Germania e Bulgaria, con numerose perquisizioni in corso in Italia e all’estero per smantellare le centrali del network ed aggredirne i rilevanti proventi illeciti. L’operazione denominata ‘Black IPTV’ è stata coordinata dal procuratore di Napoli, Giovanni Melillo. Il decreto di sequestro preventivo eseguito dalle Fiamme gialle è del gip Fabio Provvisier.

ARRESTATO GESTORE PIATTAFORMA –  E’ stato arrestato stamane, in flagranza di reato, a Salonicco, Christos Papaoikonomu, inventore e gestore della piattaforma Xtream Codes: l’uomo è stato trovato in possesso di oltre 110.000 euro in contanti, criptovalute e diverse centrali. La piattaforma internazionale di IPTV (Internet Protocol Television) più diffusa fra i pirati informatici “consente agevolmente la trasformazione in dati informatici dei flussi audiovisivi protetti da copyright – ha spiegato nel corso di una conferenza stampa il colonnello Giovanni Reccia, comandante del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche – I membri dell’organizzazione, predisponevano e gestivano all’ estero spazi informatici attraverso i quali ritrasmettevano i segnali su larga scala, anche in Italia. Una fitta rete commerciale, diffusa su tutto il territorio nazionale e con basi per lo più in Lombardia, Veneto, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia”.

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