Elezioni regionali, da destra a sinistra tutti i movimenti e i papabili governatori

Il presidente Mario Oliverio non intende cedere il passo e prosegue il suo braccio di ferro con il Pd che sembra averlo ormai archiviato. Mario Occhiuto attende ancora il via libera definitivo del centrodestra ma non si ferma.

L’accelerazione al voto impressa per ovvie ragioni dal governatore Mario Oliverio potrebbe delineare, nel giro di qualche giorno, il quadro definitivo delle alleanza in vista delle prossime elezioni regionali. Una consultazione sulla quale la formazione del nuovo governo e di nuovi equilibri dopo l’esperienza giallo-verde rischiano di avere un peso decisivo. Ma procediamo con ordine. Il quadro è confuso tanto a destra quanto a sinistra per via dei soliti veti incrociati.

Il centrodestra è ancora alla ricerca di una sintesi. Da mesi, il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, sostenuto da alcuni movimenti civici e da Forza Italia in modo tutto sommato unitario, ha lanciato la sua corsa alla Cittadella. Occhiuto punta a portare alla Regione il modello urbano sperimentato nella città di Cosenza che, nel giro di otto anni, ha subito trasformazioni profonde. E’ sostenuto dalla coordinatrice di Forza Italia Jole Santelli, ha avuto la benedizione di Berlusconi ed anche Salvini non gli sarebbe del tutto ostile. Ma deve fronteggiare la concorrenza agguerrita tutta all’interno del centrodestra, dove altre forze politiche, con i rispettivi leader, tentano di farsi spazio. Tra questi, indubbiamente, v’è Fratelli d’Italia che preferirebbe una candidatura alternativa. Il nome che circola da mesi è quello di Wanda Ferro ma non è per nulla scontato che la parlamentare sia intenzionata ad accettare la sfida. Su una posizione anti-Occhiuto si collocano anche i gruppi di Forza Italia non allineati all’asse Berlusconi-Gelmini-Carfagna, vale a dire, quanti fanno riferimento a Piero Aiello e Tonino Gentile. Gruppi che non si esclude possano abbandonare da qui a breve il partito per dirigersi verso altri lidi. Toti è una delle opzioni possibili, ma non l’unica.




Sul fronte del centrosinistra la situazione non è meno calda. Anzi, forse il clima è più incandescente. In questo caso il braccio di ferro è quello che da mesi il governatore uscente Mario Oliverio, intenzionato a riproporre la sua candidatura, ha ingaggiato con il Partito democratico, a cominciare dal segretario Nicola Zingaretti. Nei giorni scorsi Oliverio ha indetto le primarie. Una scelta che ha provocato le immediate reazioni della dirigenza dem, in primis quella del commissario regionale Graziano. Non v’è alcun dubbio che un possibile accordo del Pd con i Cinquestelle per la guida della Regione non possa prevedere una ricandidatura dell’attuale presidente. E ad un nome di sintesi stanno lavorando i vertici degli attuali partiti di governo per tutte le regioni in cui si vota.

Intanto le candidature aumentano. Tempo addietro aveva lanciato la propria sfida Carlo Tansi, l’ex capo della Protezione civile, ieri è stata la volta dell’imprenditore Giuseppe Nucera. Tutti pronti a sparigliare le carte. A proposito, le carte da qui a qualche settimana le potrebbe sparigliare in modo deciso anche la magistratura, ma questa è un’altra storia!