Il Papa boccia l’ergastolo: “Non è la soluzione, tutti hanno il diritto di ricominciare”

Udienza di Francesco alla polizia penitenziaria, ai cappellani e ai volontari dei carceri. Da Bergoglio anche l’appello contro le case circondariali sovraffollate

Nessun detenuto deve essere privato del “diritto di ricominciare”. L’ergastolo “non è la soluzione dei problemi, ma un problema da risolvere”. Dopo aver aggiornato lo scorso anno il Catechismo della Chiesa cattolica, bandendo come “inamissibile” la pena di morte (era ancora ammessa in casi estremi e sempre più rari), oggi papa Francesco, nell’udienza in piazza San Pietro ai cappellani delle case circondariali, alla polizia e al personale dell’Amministrazione penitenziaria, ha messo fuori gioco anche il carcere a vita.

Spetta “ad ogni società”, è  stato il monito di Bergoglio davanti agli 11mila rappresentanti dei 191 carceri italiani, “fare in modo che la pena non comprometta il diritto alla speranza, che siano garantite prospettive di riconciliazione e  reinserimento“. Il riferimento è alla rieducazione del condannato a cui dovrebbe tendere la pena, in ossequio all’art. 27, comma 3. della Costituzione. Il condizionale è d’obbligo, visto che, nonostante i numerosi sforzi di tantissimi operatori del settore, non mancano gli ostacoli per una piena esecuzione del dettato costituzionale. Primo fra tutti il dramma del sovraffolamento delle celle.

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