Natuzza, trattative romane per salvare l’opera della serva di Dio

La notizia è riportata nella edizione di oggi da “Gazzetta del Sud” che riferisce di un incontro a livello romano di cui comunque non essendo trapelato nulla non si conoscono i contenuti.

Trattative in corso per tentare di salvare l’opera della Serva di Dio Natuzza Evolo. La notizia è riportata nella edizione di oggi da “Gazzetta del Sud” che riferisce di un incontro a livello romano di cui comunque non essendo trapelato nulla non si conoscono i contenuti. “Gazzetta del Sud” parla di “bocche cucite” e riferisce che in ogni caso il futuro della fondazione è legato alle decisioni che verranno assunte tra Paravati, Mileto, il Vaticano e il Ministero dell’interno.

Il segno forse che l’opera diplomatica, con al centro di tutto la diatribe sulle modifiche dello statuto, potrebbe avere imboccato la strada giusta. Intanto già da alcuni giorni il carteggio del ricorso – prodotto dal consiglio d’amministrazione dell’ente morale di Paravati contro il decreto di soppressione della fondazione come persone giuridica – è all’attenzione del cardinale Beniamino Stella , prefetto della Congregazione per il clero.

Il reclamo riguarda l’atto che rischia di portare al trasferimento del patrimonio della Villa della Gioia ad altri enti con le medesime finalità indicati dall’ordinario diocesano. In merito, il Ministero dell’ interno – come ha già fatto sapere la Curia vescovile circa due mesi fa – si è già mosso in questa direzione chiedendo all’ ordinario diocesano di indicare a chi devolvere i beni. Da qui era seguito l’invito da parte dello stesso presule ai soci dell’ente a “costituire nel minor tempo possibile, una nuova fondazione civilmente riconosciuta con finalità e presupposti sociali e assistenziali, senza riferimenti ad attività religiose di qualsiasi tipo”. Ciò al fine di consentirgli “di indicare proprio la fondazione con la nuova personalità giuridica, quale ente destinatario del patrimonio e delle strutture realizzate