Estorsioni a commercianti e imprenditori di Lamezia, nuovo colpo ai “Cerra-Torcasio-Gualtieri”: 28 arresti (NOMI)

Ecco chi sono le 28 persone destinatarie del provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dal gip su richiesta della Dda di Catanzaro che ha coordinato l’inchiesta

Blitz contro la cosca "Cerra-Torcasio-Gualtieri" nel Lametino: 28 arresti

OPERAZIONE CRISALIDE 3 | Blitz contro la cosca "Cerra-Torcasio-Gualtieri" nel Lametino. Le immagini degli attentati dinamitardi ai commercianti e agli imprenditori. DETTAGLI E VIDEO QUI---> https://bit.ly/2kilqg7

Posted by Zoom24.it on Thursday, September 12, 2019

Dalle prime luci dell’alba i Carabinieri di Catanzaro e di Lamezia Terme sono impegnati in un’operazione contro la ‘ndrangheta della piana lametina. I militari dell’Arma hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 28 persone, tra affiliati e contigui della cosca Cerra-Torcasio-Gualtieri, gruppo criminale operante nel traffico di stupefacenti nonché già responsabile, tra l’altro, di una aggressiva e violenta attività estorsiva nei confronti di commercianti e imprenditori di Lamezia Terme.

I nomi. L’operazione è stata denomianta “Crisalide 3″Il provvedimento di custodia cautelare riguarda le seguenti persone: Francesco Gigliotti, 30 anni di Lamezia Terme; Davide Belville, inteso “Trachino, 24 anni di Lamezia Terme; Salvatore D’Agostino, inteso “Cirillo” o “Cirino”, 32 anni di Lamezia Terme; Antonio Gullo, 52 anni di Nicastro; Luigi Vincenzini,  inteso “Cosimo” o “Cosimino”, 31 anni di Lamezia; Piero De Sarro, 34 anni di Lamezia Terme; Flavio Bevilacqua, 27 anni di Lamezia Terme; Salvatore Fiorino, alias “Turuzzo”, 64 anni di Lamezia Terme; Antonio Grande, 37 anni di Lamezia Terme; Gianluca Adone, alias “Blob” 45 anni di Lamezia Terme; Antonio La Polla, 30 anni di Lamezia Terme; Carlo Sacco, Filippo Sacco, 23 anni di Lamezia Terme; Alessandro Trovato, 41 anni di Lamezia Terme; Pasquale Mercuri, inteso “U’ Lupu” 30 anni di Lamezia Terme; Pasquale Butera, 30 anni di Lamezia Terme; Nicholas Izzo, 23 anni di Lamezia Terme; Ottorino Rainieri, 40 anni di Lamezia Terme; Francesca Falvo, 32 anni di Lamezia Terme; Pasquale Gullo, 48 anni di Lamezia Terme; Cristian Greco, 31 anni di Lamezia Terme; Giovanni Torcasio, 59 anni di Lamezia Terme; Nicola Gualtieri, 74 anni di Nicastro; Pasquale Cerra, alias “Ciancimino”, 52 anni di Nicastro; Nino Cerra, 28 anni di Lamezia Terme; Antonio Paradiso, alias “Zu’ Toto” di Lamezia Terme; Giuseppe Gullo, inteso Pino 54 anni di Lamezia Terme;  Giuseppe Galluzzi 23 anni di Lamezia Terme.

“Cosca agguerrita”.  “Un’indagine – ha detto in conferenza stampa Nicola Gratteri – che ha riguardato famiglie storiche di mafia di Serie A”. E la cosca lametina è stata definita “agguerrita” per le modalità con le quali agiva. Nonostante i diversi arresti che hanno portato alla decapitazione dei vertici, il clan continuava a controllare il territorio grazie a lavoro delle “nuove leve” impegnate in quella che il procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla ha definito “una massiccia attività estorsiva ed intimidatoria”. Per mettere sotto pressione i commercianti e gli imprenditori lametini sarebbero stati utilizzati anche minorenni, incaricati di acquistare giochi pirotecnici da utilizzare per confezionare gli ordigni necessari agli attentati dinamitardi. “Una cosca – ha sottolineato Capomolla – molto radicata, capace di restare in auge nonostante i vari blitz subiti, e infatti abbiamo accertato anche i costanti contatti che i vertici del sodalizio tenevano con gli affiliati anche dal carcere. Questa operazione – ha aggiunto il magistrato – si inserisce nella nostra costante azione di contrasto e conferma la necessita’ di non abbassare la guardia sulla realta’ di Lamezia Terme”. Di “azione sinergia e di squadra” alla base del successo investigativo sotteso all’operazione “Crisalide 3” ha parlato il nuovo comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri, il colonnello Antonio Montanaro, insediatosi pochi giorni fa nel capoluogo calabrese: “Questo blitz – ha proseguito Montanaro – si colloca nel solco del grande lavoro fatto mirabilmente in questi anni”. A sua volta, il tenente colonnello Giuseppe Carubia, comandante del Reparto operativo provinciale dei carabinieri, ha delineato le dinamiche cella cosca disarticolata con questa operazione che – ha spiegato – “praticamente ha completato il quadro organizzativo di questa organizzazione”.