Consiglio regionale, ecco i sostituti di Nicolò e Romeo. Entrano Giannetta (Fi) e Giordano (Pd)

Hanno preso ufficialmente posto sui banchi del Consiglio regionale Domenico Giannetta (Fi) e Giuseppe Giordano (Pd), che hanno surrogato Alessandro Nicolò (Gruppo Misto-FdI) e Sebi Romeo (Pd), i due consiglieri regionali temporaneamente sospesi dalla carica in seguito al loro coinvolgimento, culminato nell’applicazione di misure cautelari nei loro confronti, in un’inchiesta della Dda di Reggio Calabria. Le surroghe di Giannetta e Giordano, che entrano nell’Assemblea in qualità di primi non eletti alle Regionali 2014 nelle liste di Fi e Pd nella circoscrizione sud, sono state deliberate in apertura di seduta dell’odierno Consiglio regionale. Giordano è stato consigliere regionale anche nella scorsa legislatura.

Giannetta ha dichiarato la sua adesione al gruppo di Forza Italia. “Alla luce delle ultime vicende giudiziarie che hanno interessato questa Assise – ha sostenuto – ritenendo di essere stato, forse, penalizzato anche nella durata del mio mandato e in coerenza con il mio agire da politico e da rappresentante delle istituzioni, sto valutando, in presenza dei presupposti di legge, di costituirmi parte civile nel procedimento penale ‘Libro Nero’ ed invito il Consiglio a fare altrettanto. Non è la prima volta che esercito questo diritto. Se il giudice dovesse accogliere la richiesta e riconoscere il danno, voglio che si sappia fin da ora che deciderò di devolvere parte delle spettanze a favore in un fondo a sostegno delle misure di supporto al protocollo ‘Liberi di Scegliere’ che con grande lungimiranza il presidente Di Bella, insieme alla Procura presso il Tribunale dei Minori di Reggio Calabria, ha attivato nel 2011 e che sta dando risultati straordinari con oltre 60 minori che oggi posso contare su un destino alternativo a quello mafioso”.

Anche Giuseppe Giordano, confermando la sua adesione al gruppo consiliare Pd, si è soffermato sulle vicende giudiziarie che hanno coinvolto esponenti del Consiglio regionale. “Fatti e vicende che sono molto gravi – ha affermato – e che devono essere un elemento non solo di riflessione, ma di recupero dell’agire e del rigore che la politica, le forze politiche, tutti i colori quali rivestono, scelgono di rivestire cariche pubbliche, devono mantenere. La Calabria ha bisogno di una svolta. Ha bisogno – ha aggiunto – di un’autentica rivoluzione. Ci vuole coraggio. Io credo che il Presidente Oliverio questo coraggio lo debba dare come uomo di grande esperienza e di lungo percorso politico”.