Limbadi, da un bene confiscato alla ‘ndrangheta nasce “l’Università della memoria”

Il protocollo d’intesa triennale sottoscritto questa mattina a Roma tra l’Unicef e l’associazione San Benedetto Abate

Protocollo d’intesa triennale tra l’Unicef e l’associazione San Benedetto Abate oggi a Roma per la realizzazione di un progetto finalizzato alla riconversione e al riutilizzo sociale di beni confiscati alla mafia per costruire l’Università della Ricerca, della Memoria e dell’Impegno UniRiMI “Rossella Casini” a Limbadi. Alla cerimonia erano presenti il presidente dell’Unicef Italia Francesco Samengo e il Presidente dell’Associazione San Benedetto Abate Don Ennio Stamile.

Il Protocollo, è scritto in una nota, prevede “la realizzazione di azioni culturali, formative e di sensibilizzazione volte alla promozione della tutela dei minori, della giustizia sociale e di una cultura della legalità, della solidarietà e dell’ambiente, basate sui principi della Costituzione e delle fonti internazionali in materia di diritti sui minori, sulla memoria delle persone che hanno operato contro le mafie e sulle storie delle vittime”.

Tra le attività previste, la realizzazione di “un raccordo finalizzato alla educazione/formazione continua dibambine, bambini e giovani studenti sui temi dei diritti riconosciuti ai minori, della cultura della legalità, dellaprevenzione e repressione dei fenomeni mafiosi e della illegalità diffusa, dei diritti umani, della tutela dei minori,della giustizia riparativa rivolta al minore autore di reato; favorire collaborazioni inter-istituzionali per incentivare l’educazione alla cittadinanza nelle scuole, negli enti e nel contesto territoriale”.