Corte dei Conti, allarme sui controlli interni agli enti locali: situazione critica in Calabria

Reggio, Gioia Tauro, Lamezia Terme ed Isola Capo Rizzuto in fondo alla classifica

La Corte dei Conti ha reso noto il rapporto della Sezione autonomie della Corte dei Conti “I controlli interni degli Enti Locali”, condotto su 852 Enti Locali, di cui 747 comuni sopra i 15mila abitanti e 105 tra province e città metropolitane. La Sezione delle autonomie torna a fare il punto sul percorso di attuazione del sistema dei controlli interni degli enti locali tenuti alla relazione annuale da adottare sulla base delle Linee guida previste dall’art. 148 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (Tuel). L’analisi, oltre ad aggiornare il quadro delle metodologie di applicazione delle sei diverse tipologie di controlli interni, mira a far luce sulle caratteristiche strutturali e funzionali del sistema nel suo complesso e ad evidenziare il grado di maturazione raggiunto da ogni singolo ente. Dato il carattere fortemente diversificato del sistema di controlli adottato dalle varie Amministrazioni, la Corte ha stimato il “rischio di controllo” risultante dalla capacità di ciascuna di esse di prevenire, individuare e correggere le irregolarità gestionali e gli errori contabili più significativi.
“Dagli esiti del monitoraggio emerge un quadro dei controlli in continua evoluzione, che tradisce difficoltà operative ancora numerose e forti resistenze “culturali” nella loro applicazione. Diffusi ritardi di attuazione si rilevano soprattutto per l’assenza della contabilità analitica, l’inadeguatezza delle tecniche di campionamento, il carente ricorso ad alcuni indicatori e l’insufficienza di direttive”. Quasi tutte le amministrazioni hanno risposto positivamente alla domanda “se il controllo di regolarità amministrativa e contabile è esercitato in conformità a quanto previsto dai regolamenti”. Tuttavia le risposte successive forniscono indicazioni totalmente “inconciliabili” con una corretta e adeguata tenuta dei controlli interni, dimostrando, l’esistenza di “gravi carenze operative” o, comunque, la “evidente inconsapevolezza delle modalità di funzionamento e dei risultati raggiunti dalla propria rete di controlli”.
E ancora: “Taluni enti hanno poi smentito l’attestazione iniziale dando prova dell’assoluta inconsistenza di alcune tipologie di controlli e, più in particolare, del controllo di qualità”. Infatti secondo la Corte dei Conti almeno 20 enti, proprio dalle risposte fornite, sarebbero del tutto privi di un controllo sulla qualità dei servizi, ignorando le “aspettative della comunità territoriale di riferimento”.
Un sistema di controlli interni, dunque, che farebbe acqua da tutte le parti. “Ed in questo quadro assai desolante – sostiene Francesco Di Lieto del Codacons – la Calabria occupa le posizioni in fondo alla classifica nazionale. Rischio rosso di controllo per Crotone, Paola, Provincia di Catanzaro, Reggio Calabria, Gioia Tauro, Lamezia ed infine Isola Capo Rizzuto. Enti che non sarebbero in grado di prevenire, individuare e correggere le irregolarità gestionali e gli errori contabili. E queste valutazioni, si badi bene, sono effettuate solo sui questionari trasmessi dagli stessi Enti… figuriamoci cosa verrebbe fuori se venissero effettuati riscontri concreti sulle attività delle amministrazioni locali. Poi ci sono gli Enti che hanno addirittura dimenticato di inviare i dati e per questo non trovano posto nella classifica. Caso a parte, infine, quello del comune di Siderno, dove sembrerebbe regnare una ‘assoluta inconsistenza del controllo sulla gestione’, praticamente un Comune inaffidabile”.

Esaminando il fenomeno a livello di tipologie di enti, emerge “come tutte le Città metropolitane – è scritto nella relazione – si collochino nelle fasce di rischio medio-basso, ad eccezione delle Città di Torino e Reggio Calabria che si inseriscono nella classe di enti ad ‘alto’ rischio di controllo”.
Ecco la classifica degli Enti Calabresi presi in considerazione. Al 2017, la Città metropolitana di Reggio Calabria (801esima su 852) e i Comuni di Gioia Tauro (811), Lamezia Terme (817) e Isola Capo Rizzuto (818) risultano i peggiori in graduatoria. Tutti e quattro gli enti si collocano nella zona “rossa” ad alto rischio di controllo. Taurianova (330esima, a basso rischio di controllo)