Crisi di governo, ecco tre trappole per rinviare le elezioni

Prima che il leader della Lega Matteo Salvini ottenga leelezioni anticipate ce ne corre. Il premier Giuseppe Conte si deve dimettere di sua spontanea volontà o subendo una sfiducia, e il capo dello Stato Sergio Mattarella, verificata l’impossibilità di formare un nuovo governo, sciogliere le Camere e indire la data delle urne. Ma se nascesse un ‘governissimo’, o banalmente un altro esecutivo – cosa non facile – Salvini non otterrebbe le urne. Politicamente, però, l’impresa è ardua. Ecco perché gli strateghi di Movimento 5 Stelle e renziani (ma solo loro) del Pd, le stanno studiando tutte, a partire da tre ‘trappoloni’ regolamentari.Vediamoli.

Premessa. Domani sarà la prima giornata davvero ‘calda’ di una crisi di governo nei fatti, ma non formalizzata. Alle 16 c’è la riunione della conferenza dei capigruppo per decidere la data della sfiducia al governo Conte. Lì dentro si faranno tutti giochi veri e non solo perché la data della convocazione di Conte al Senato (il 19 agosto?) non è affatto indifferente per decidere le sorti della legislatura.

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