"Soldi pubblici spesi per interesse privato". Ruota intorno a questa accusa l'inchiesta che mette in imbarazzo il presidente della Regione Mario Oliverio. Dalle brochure alle cene, dai libri alle foto e ai video fino al vitto e all'alloggio pagati ad alcuni vip. Tutto a spese dei contribuenti calabresi secondo la tesi della Procura della Repubblica di Catanzaro che ha iscritto il governatore sul registro degli indagati insieme al presidente della società "Hdrà Spa" Mauro Luchetti e all'ex parlamentare Ferdinando Aiello.


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Da Paolo Mieli a Raffaella Carrà. Tra le spese certificate risultano anche quelle relative al vitto e alloggio degli ospiti, tra i quali Raffaella Carrà, Ennio Fantastichini e Carlo Freccero, per un importo complessivo pari a 17.686,87 euro, ma che "non concerne la promozione turistica e non rimborsabile". Tra le contestazioni mosse c'è anche quella dell'acquisto di 500 copie del libro di Paolo Mieli, per un importo di 6.999,99 euro che sono stati distribuiti gratuitamente al pubblico, mentre cento di esse sono state inviate dalla Regione alle biblioteche regionali. Altre spese fatturate risultano essere legate all'ufficio stampa del festival, a beneficio del format e non della Regione, quindi la cena con enogastronomia calabrese. In quest'ultimo caso, durante la cena con uno chef della provincia di Cosenza, non sarebbe stato fatto alcun riferimento alla Calabria, salvo la spiegazione delle portate da parte dello stesso chef. "Anche la cena - scrive la Procura - si è trasformata in un contributo alle attività del format di Mieli, rappresentando un costo incompatibile con le finalità per le quali le somme regionali erano state stanziate".

"Governatore-regista". Oliverio deve rispondere di peculato e secondo gli inquirenti sarebbe il regista dell'operazione sul finanziamento della Regione Calabria al Festival di Spoleto: "Ha accettato di spendere denaro pubblico guidato dal solo interesse di promozione personale" scrive il sostituto procuratore Graziella Viscomi nel provvedimento. "L'azione di Oliverio - sostiene la Procura - risulta fin troppo evidente essendo il soggetto che ha completamente gestito l'operazione Spoleto. E' il proponente della delibera e, a questo proposito, si deve anche sottolineare (anche per rafforzare la natura di distrazione della somma) che con essa si è prevista una spesa nuova e aggiuntiva al programma turistico già deliberato. In altre parole, Oliverio ha 'creato' l'occasione, determinando un nuovo investimento di fondi. A differenza dei dirigenti che hanno partecipato alla formazione dell'atto, così come di chi ha approvato la delibera, nell'Oliverio si apprezza una condotta qualificata dall'interesse". Secondo quanto rileva la Procura nel provvedimento, Oliverio "ha curato la propria immagine di politico in carica. Ha accettato di spendere il denaro pubblico guidato dal solo interesse privato di promozione personale. E' del resto significativo che l'intervista di Paolo Mieli all'Oliverio venga riportata in data 8 luglio 2018 sul sito della Regione Calabria proprio dalla Presidenza, peraltro con il titolo Oliverio a Spoleto: 'Il Pd deve fare un grande bagno di umiltà'. Si sottolinea dunque ancora una volta il carattere politico e personale della partecipazione e non si dà atto della sponsorizzazione del territorio (che, infatti, non è avvenuta)". Queste considerazioni - a parere della Procura di Catanzaro - "poggiano sulla lettura oggettiva delle risultanze investigative. La proposta, la creazione di un investimento ad hoc, l'anomalia (logica) della promozione di una Regione da parte di un'altra (a discapito dunque delle proprie stesse politiche turistiche), la non afferenza della manifestazione con il territorio calabrese, la conoscenza dell'estraneità del 'Festival dei Due Mondi' al finanziamento erogato, invece, in favore di un largamente minore formar giornalistico: il talk show che gli avrebbe garantito di promuovere se stesso. E' questa difatti - conclude la Procura - l'effettiva 'ratio' ispiratrice del comportamento del governatore".

"Moviola" del talk show. Il sostituto procuratore titolare delle indagini, Graziella Viscomi, e il procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla, ricostruiscono passo dopo passo l'intervista ad Oliverio, avvenuta davanti a circa 100/150 persone, evidenziando anche che il giornalista, al minuto 10 circa, "paragona il presidente della Regione al personaggio storico Gioacchino Da Fiore a conferma - scrivono - della propaganda al presidente". Quindi, i temi affrontati sono stati quelli relativi alla decisione di Oliverio di candidarsi a governatore, i migranti, l'assemblea del Partito democratico. "La registrazione video integrale dell'intervista di Paolo Mieli a Mario Oliverio, della durata di circa 40 minuti, ha consentito una analisi che esclude categoricamente una finalità diversa dalla propria promozione personale e politica ed una conseguente congruità della spesa".
Non risulterebbero, invece, trasmessi al pubblico quattro contributi video di pochi minuti, in cui sarebbe stato sempre Oliverio ad essere intervistato. In questi filmati sono stati trattati quattro temi: l'incremento delle presenze turistiche in regione (durata 1 minuto e 46 secondi), il fenomeno dei flussi migratori e dell'accoglienza (durata 2,37 minuti), discussione sul partito (durata 1,23 minuti), promozione delle bellezze naturalistiche della Calabria e delle proprie ricchezze enogastronomiche (durata 2,13 minuti). "All'interno di quattro video della durata complessiva di meno di 10 minuti - scrive la Procura - vi sono poche parole riferite al turismo calabrese. La maggior parte del tempo viene impiegata, invece, per argomenti di natura politica".

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