E' un terremoto politico-giudiziario quello che si è abbattuto all'alba di oggi su Reggio Calabria. La Polizia ha eseguito 17 misure cautelari (12 in carcere e 5 ai domiciliari) nel corso dell'operazione denominata "Libro Nero". Dalle indagini, coordinate dalla Dda di Reggio Calabria, emerge che diversi imprenditori e anche politici erano completamente al servizio della cosca Libri. "Affermati imprenditori e politici locali e regionali - dicono gli investigatori - erano asserviti totalmente alle volontà dei Libri in qualità di soggetti intranei o concorrenti esterni". Grazie ai collaboratori di giustizia, è stato possibile portare alla luce il pericoloso e articolato intreccio politico-imprenditoriale-mafioso che ha determinato il graduale potenziamento della cosca Libri.




Libro Nero. Il clan reggino - secondo l'accusa - avrebbe svolto un ruolo "centrale" in occasione delle elezioni regionali del 2014. La cosca Libri - afferma la polizia - oltre a interferire nelle dinamiche economico-imprenditoriali locali, è stata capace "di infiltrarsi in quelle politico-elettorali del territorio cittadino, gestendo un consistente bacino di voti, convogliandoli a favore di soggetti compiacenti, senza esclusione di schieramenti politici, nell'ambito di un rapporto basato sul do ut des, destinato a favorire non solo la singola consorteria, ma il sistema 'ndranghetistico nel suo complesso". I Libri, in particolare, avrebbero saputo elaborare "raffinate strategie finalizzate a consentire l'elezione di soggetti che potessero agire quali loro preposti negli organismi istituzionali". Inoltre, l'ascesa politica fino al Consiglio regionale di un politico reggino, secondo gli investigatori, "è stata costantemente supportata, fin dagli inizi, dalla cosca Libri". Per quanto riguarda le elezioni regionali del 2014, la consorteria "ha convogliato parte del proprio cospicuo bacino di preferenze elettorali, in cambio di favori, verso un politico di Reggio Calabria poi eletto al Consiglio". Secondo l'accusa l’ascesa politica del consigliere regionale Alessandro Nicolò è stata costantemente supportata, fin dagli inizi, dalla cosca Libri. L’attività di indagine ha fornito importanti elementi sulla centralità del ruolo svolto - per conto della cosca - dal binomio Tortorella-Sartiano in occasione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale del novembre 2014. In quella tornata elettorale, la consorteria ha convogliato parte del proprio cospicuo bacino di preferenze elettorali, in cambio di favori, verso Alessandro Nicolò, il quale venne eletto consigliere regionale in quota Forza Italia, salvo poi transitare nel partito Fratelli d’Italia, di cui è l’attuale coordinatore provinciale.

I capigruppo del Pd e di Fdl arrestati. Tra gli arrestati dell'operazione figurano quindi il capogruppo del Pd al consiglio regionale della Calabria, Sebastiano "Seby" Romeo (finito ai domiciliari), mentre è andato direttamente in carcere il capogruppo in regione di Fdi, Alessandro Nicolò (eletto con FI e poi passato in Fdi). Eletto nel novembre 2014 nella lista di Forza Italia, nel marzo del 2018 Nicolò ha aderito a Fratelli d'Italia dopo che è sfumata la sua candidatura alle elezioni politiche con il partito di Berlusconi. Dopo l'adesione a Fdi, Nicolò si è iscritto al gruppo misto in quanto il partito della Meloni non ha al Consiglio regionale calabrese i numeri per costituire un proprio gruppo avendo solo due esponenti: Nicolò e Fausto Orsomarso. Tra gli indagati in libertà c'è Demetrio Naccari Carlizzi ex consigliere regionale Pd e cognato del sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà, estraneo all'inchiesta.
Le risultanze delle attività di intercettazione hanno fatto emergere chiaramente come la cosca LIBRI puntasse a coltivare accordi mafiosi a prescindere dal colore politico, appoggiando soggetti in grado di gestire spazi di potere.

Arresti "eccellenti". In carcere sono finiti anche Stefano Sartiano, ritenuto esponente di vertice della cosca Libri, Giuseppe Libri (figlio del defunto don Mico), la sorella Rosa e, ancora, Saverio Pellicanò, Gianpaolo Sarica (considerato il reggente del quartiere San Giorgio Extra), Antonio Zindato, Giuseppe Serranò, l'imprenditore Giuseppe La Porta, il presidente dell'Ance (l'associazione costruttori) Francesco Berna, il fratello Demetrio (ex consigliere comunale di Reggio ed ex assessore al Bilancio), Alessandro Nicolò. Ai domiciliari l'avvocato penalista Giuseppe Putortì, il dentista Demetrio Giuseppe Tortorella, il maresciallo della Finanza Francesco Romeo, il consigliere regionale Sebastiano Romeo, il segretario del Partito democratico di Melito Porto Salvo Concetto Laganà.

Il ruolo dei Berna. L’inchiesta ha consentito di fare luce anche sui rilevanti interessi economici e politici della cosca Libri, svelando il ruolo di affermati imprenditori e noti soggetti politici locali e regionali asserviti totalmente alle volontà della consorteria criminale come soggetti intranei o concorrenti esterni. In particolare, è stato accertato come la cosca di ‘ndrangheta, in una sorta di proiezione aziendalistica che tende a reinvestire il frutto delle illecite attività, abbia favorito, nel corso del tempo, alcuni imprenditori che, prima facie, potevano sembrare avulsi da qualsiasi contesto mafioso, ma al quale di fatto ne sono risultati pienamente intranei. Detti soggetti, rispondendo alle logiche ed alle strategie di sviluppo imprenditoriale pianificate dai vertici della cosca e godendo degli occulti finanziamenti e delle protezioni derivanti dalla stessa, hanno assunto posizioni di assoluto rilievo nei loro ambiti operativi. "Essi si individuano - sostengono gli inquirenti - nei fratelli Francesco e Demetrio Berna, diretta espressione della cosca Libri che, in quanto tali, da un lato hanno sempre goduto della protezione dei soggetti apicali della citata consorteria di ‘ndrangheta, riuscendo ad avviare e far crescere in modo esponenziale le proprie attività imprenditoriali, dall’altro l’hanno, a loro volta, finanziata".
Nel corso del tempo, i fratelli Berna hanno conquistato posizioni di assoluto rilievo nel panorama edilizio ed immobiliare di Reggio Calabria. Ad essi sono oggi riconducibili diverse imprese e società: la BERNA Immobiliare S.r.l.; la REGHION DREAM s.r.l.; la BERNA Costruzioni Società a Responsabilità Limitata la B&S S.r.l.; la BIOARCH S.r.l.; la BIOEDICOM S.r.l. la MANAGEMENT 2000 di BERNA Demetrio; la BERNA IMMOBILIARE AGENCY Società a Responsabilità Limitata Semplificata. Francesco Berna è il presidente, per la Calabria, per il triennio 2017 - 2020, dell’A.N.C.E. (Associazione Nazionale Costruttori Edili). Il fratello, Demetrio Berna, ha anche un passato di soggetto politico presso il comune di Reggio Calabria.