Vibo, l’imprenditore che ha denunciato i Mancuso in prefettura: “Ho paura ma vado avanti” (VIDEO)

Carmine Zappia avverte il peso della solitudine nella quale lo ha lasciato la sua comunità: “In questi mesi ho visto solo i carabinieri e la prefettura”

Poche parole. Perchè le parole in questi casi servono a poco. Dopo la denuncia dell’estorsione compiuta dagli emissari della più potente cosca del Vibonese, Carmine Zappia, il commerciante di Nicotera che non ha voluto piegare la testa alla criminalità organizzata, dopo aver subito in silenzio pressioni e minacce per molto tempo, è stato ricevuto nella mattinata di ieri dal prefetto di Vibo Valentia Francesco Zito, al cospetto dei rappresentanti di tutti i corpi armati: carabinieri, polizia e guardia di finanza. La vicenda si inquadra nell’operazione condotta dai carabinieri della Compagnia di Tropea che di recente ha portato all’arresto di Antonio Mancuso, 81 anni, di Nicotera, e del nipote Alfonso Cicerone, 45 anni, accusati di usura ed estorsione aggravate dalle modalità mafiose.

Il colonnello Luca Romano

“Ho denunciato perchè non ce la facevo più – ha detto Zappia -. Le denunce si sono fatte sempre più pressanti”. Zappia ha distinto la vicinanza delle istituzioni centrali, dal silenzio di quelle locali. “Non ho visto mai nessuno del Comune, mentre ho avvertito – ha detto – la vicinanza dei carabinieri e del prefetto”. A minacciarlo non erano sempre le stesse persone. Ma quelle più recenti erano portate avanti da personaggi pronti a chiarire “che sarebbero stati meno tolleranti dei loro predecessori”. Ad ogni modo, “non mollerò – ha confidato Zappia -. Andrò avanti tentando di far ripartire la mia attività”.

Il prefetto Francesco Zito, dal canto suo, ha voluto rimarcare in apertura “questo è un esempio per altre persone che si trovano nelle medesime condizioni. Dall’ultimo rapporto antiracket ed antiusura – ha detto il capo dell’Utg – emerge che la calabria, è un’isola felice. Le denunce in effetti sono poche, ma questo accade perchè qualcosa non funziona”.